Pensiero numero centodiciotto

Le parole sono contagiose, tanto in negativo quanto in positivo.
La parola è virale quanto un video di Youtube. Perché quando tu dici di non dire qualcosa a qualcuno quel qualcuno lo dirà tranquillamente. E la sfida è di qualcuno che possa dire che a lui non è successo.
Parlare con le persone è il primo passo per fare cultura perché una idea si diffonde prima di tutto con il passa parola. Anche internettiano.
Chiacchierando con il compagno di Facebook o di qualche altro social-network alternativamente ad un contatto vis-a-vis permette ad una idea di rompere i limiti dello spazio e del tempo, certe volte aiutata dalla digitalizzazione o dalla analogicizzazione su carta.

Pensiero numero centoquindici

La morte di un membro della cultura è sempre un colpo. Perché sparisce un pezzo di conoscenza.
Chissà come mai se si tratta di un cantante, dato che la musica è anche cultura, tutti a dire ci dispiace. Se si tratta di un letterato tutti, e solo loro, quelli che leggono libri corrono a comprare i suoi libri.
Sono due modi di affrontare la perdita di un soggetto che magari anche solo per un secondo ha fatto sognare.
E sotto sotto i ci dispiace per il cantante sono generici. Perché i suoi seguaci non faranno altro che piangere lacrime salate. Solo che non compreranno i suoi album, visto che per conoscerlo hanno sicuramente dato fondo al portafogli pur di averli.
E’ morto oggi un cantante che ha fatto epoca. E’ morto Prince, il cantante di Minneapolis.
Mi dispiace…

Pensiero numero novantanove

Lo Youtuber di oggi

Si può dire fino ad un certo punto che l’età è uno stato mentale, come afferma uno dei protagonisti del video.
Perché non si può negare che un organismo vivente, come è l’uomo, segue i tre passaggi: nasce, cresce e muore.
La morte non la si augura a nessuno. Ma è un passaggio con cui bisogna fare i debiti conti.
Lo sono anche gli altri due passaggi qualcosa con cui si fanno i conti, anche se in questi due casi contano i genitori, pur con le debite proporzioni.
La giovinezza fa parte della crescita, fino a prova contraria. Tutti si è giovani. Ma non si può fare dentro di essa lo stesso processo, cioè considerarla come un organismo a se stante? In fondo è un target di mercato…
Si può provare.
La giovinezza nasce quando ci si prepara ad essere adulti. Cresce mentre ci si perfeziona. E può rimanere come stato mentale.
Però guai farne una condizione sempreverde, nella propria vita: la morte, cioè la sparizione di quell’età, di quello stato mentale, è inevitabile…
Detto in altre parole: l’imborghesimento è inevitabile. La camicia, il maglioncino e le scarpe scamosciate, chi prima chi dopo, sono una tappa in cui non si può non cascare.
Magari anche un figlio, ma ci vuole la persona giusta…
Comunque, si fa il cosiddetto ‘borghese’ anche solo una volta, anche solo per cinque minuti.
Si finisce a farlo.
Quindi l’età mentale rimane, ma viene chi più chi meno condizionata da tanti fattori. E ognuno ha i suoi…

Pensiero di Natale 2015

Si potrebbe cominciare dicendo che a Natale ci si deve volere più bene. Ma non è il momento. L’Isis incombe…
Non vuol dire che non bisogna volersi bene, ma che un distinguo è necessario.
Bisogna saper voler bene a fette, se proprio bisogna trovare una definizione. E a chi ci vuole male, contrariamente alla morale cristiana, saper dire che non serve a nulla volersi male. Che la si cerca bella e buona.
Per il resto, c’è chi il Natale l’ha passato lavorando. Tanto la Vigilia quanto la mattina Natalizia.
A scanso di sembrare il Papa che manda gli auguri, un saluto e un ringraziamento speciale a tutte quelle persone che hanno reso il Natale di tanti loro concittadini un bel momento da ricordare.

Pensiero numero novantadue

180515

In commercio i cannoni che tolgono l’inquinamento dall’aria

Tanti in bocca al lupo alla Cina, che pensa di evitare il problema dell’inquinamento togliendo quello delle città e non quello del paese intero.