Pensiero numero cinquantatre

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La dichiarazione del venerdì

La domanda che sorge abbondantemente spontanea è se il Papa avrebbe potuto fare diversamente. Il polverone gigantesco scatenato dai due libri incriminati è stato un poco un mettersi sull’attenti rispetto all’opinione pubblica. Che si aspetta della coerenza tra un Papa che porta la croce di argento per risparmiare e una schiera di cardinali che sembrerebbe facciano diversamente. E qui non c’entrano gli scandali sessuali: qui è gestione monetaria.
Il fatto poi che non si capisca quale dei due ha la maggioranza nella rilevanza dell’attenzione pubblica è altro affare. Qui bisognerebbe mettere un punto fermo e dare alla gente, ai fedeli che non cercano del grillismo ma della regolarità, la chiarezza di quello che succede a quella moneta che mettono nel cestino o quel bollettino che pagano alla posta.
Niente di più, niente di meno.
Basterà l’intervista di Papa Francesco a mettere il famoso punto fermo?

Pensiero numero cinquantuno

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Intervista a Gianluigi Nuzzi

A sentire l’intervista, viene agli occhi un uomo che è assediato. Un soggetto solo al comando che di comando ne ha molto poco. Non si può che non essere d’accordo con Nuzzi nel dire che Papa Francesco ha appena iniziato e che per cambiare le cose ci vuole tempo. Ma la gente comune, quella che assedia Piazza S.Pietro ogni mercoledì e ogni domenica per vedere quel Papa, avrà voglia di dare quel tempo ai cardinali se non a lui?

Pensiero numero trentasette

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Il Papa chiede scusa per gli scandali di Roma

Ha un suo perché chiedere scusa. E’ un atto di umiltà molto forte, oltre ad esserlo di realismo. Un condottiero, senza essere offensivi, sa che sulla propria nave c’è una malattia e non lascia i suoi uomini in preda del morbo: fa il possibile per debellarlo.
Oppure un medico, il quale fa tutto quello che è in suo potere per salvare i propri pazienti senza lasciarli al primo ciarlatano viandante.
Adesso quello che serve è una svolta nella città eterna. E il PD non è esente dal riuscirci. Sicuramente vincerà chi saprà portare dietro di se le streghe scope comprese. Sicuramente si tratterà della volta in cui non sono le promesse a farla da padrone, ma la volontà tangibile di cambiare la way of life di una città intera.
Detto brevemente: chi saprà davvero rimboccarsi le maniche e dare la cera a specchio a tutta la città, dalla a di arbusto alla zeta delle zebre in terra per attraversare, avrà il primo scranno del paese, senza contare tutta l’influenza che ne deriva…

Pensiero numero sette

La Chiesa apre le porte delle sue parrocchie ai migranti

C’è solo una cosa da dire in questo caso: la società italiana, principalmente, e poi quella europea, prendano atto che la migrazione supera il fatto dei migranti. Ciò vuol dire che c’è uno spostamento in atto e ci si deve attrezzare legislativamente ed economicamente per tenere a bada il tutto.
In questo momento la Germania e pochi altri paesi stanno vedendo una opportunità piuttosto di una disfatta nei migranti. Si capisca, e magari loro lo hanno capito in pieno, che vale il detto “piegati giunco che passa la piena”. Non si lasci a se stante un problema sostanziale e substanziale a cui magari qualcuno aveva detto qualcosa a riguardo: in quanto comunità libera si vede in essa quello che all’inizio del ventesimo secolo si vedeva nei grandi continenti come l’America e, anche se più piccola, l’Australia.