Pensiero numero centoquarantasette

L’uomo solo al comando fa come il numero novanta nella tombola: la paura più assoluta.
Alle volte chi ti sta di fronte e di norma può essere una rogna come la propria moglie o i propri genitori non è fino in fondo un problema a cui ovviare con una esclusione.
Non si è completi nella vita quando si è soli dall’alba al tramonto.
Non si può fare un buon servizio a se stessi e al proprio avvenire, senza togliere la gente che ti gira intorno, se si esclude il dissenso e la discussione.
Sono il sale della vita…

Pensiero numero centoquarantadue

Un uomo da solo è duplice: può essere se stesso in quanto numero o in quanto singolo.
Se tu moltiplichi la tua persona nella tua vita puoi costruire diversi castelli contemporaneamente. Con il rischio che possano crollare perché non riesci a dare la stessa attenzione a tutto, ma intanto costruisci.
Se tu rimani singolarmente te, il castello che costruisci è solo uno. Una sola stanza. Una sola vita. Uno solo, cioè te stesso.
Il discrimine tra quello che è meglio fare, se sduplicarsi o rimanere solo se stesso, si rimette al giudizio di ciò che si preferisce fare della propria vita.
Al netto dell’essere una persona rispettosa degli altri ed in primis di se stesso e delle proprie forze.

Pensiero numero centotrentuno

Se sei una donna, è come se tu fossi maledetta, pur se non come in passato.
Gli uomini fanno gli uomini. E dalla loro hanno la fratellanza e il machismo.
Le donne hanno la loro sorellanza. Ma la muscolatura degli uomini non riescono a tirarla fuori.
Ci si prova a fare in modo che esista la parità, ma molto probabilmente nelle loro palestre i maschi cercano in tutti i modi di delegittimare l’altra parte del cielo.
E’ come se ci fosse l’obbligo di distruggere quel tanto che basta le femmine. Quel tanto da lasciarle in casa a fare la maglia e da mangiare.
Se solo le donne facessero capire a tutti quegli uomini che le camicie non si stirano da sole, le donne di servizio non ‘servono’ soltanto a soddisfare quei bisogni istintuali momentanei che la moglie si rifiuta di accontentare, e che una casa non si tiene in ordine da sola, che magicamente le mutande non finiscono nel cesto della biancheria volando autonome, forse il rispetto sarebbe diverso.
Forse non esisterebbero governanti che si fanno forti dell’essere dei machi.
Forse ci sarebbe più indignazione quando una donna muore per mano di suo marito…

Pensiero numero centotredici

“Però” di Trilussa recitata e spiegata da Gigi Proietti

Però…
Tanta somiglianza con un tempo passato che per chi scrive c’è la tradizione di non volere ma non c’è la prova vivente che la cosa debba essere evitata.
Perché è proprio questo il fatto: se tu sei una persona a cui hanno detto che quel momento della storia del paese non ci deve essere, magari una generazione da retta, quella dopo gli scappa qualcuno. Ma prima o poi voglia o non voglia ci si ricasca.
Perché le persone sono desiderose di ordine quando intorno regna il disordine. Se ci fosse più disordine, il caos prenderebbe il sopravvento. Quindi si va alla ricerca di ordine. E il primo che passa pronto a darti l’ordine desiderato lo accogli più di un figlio.
E se dice di toglierti un braccio lo fai anche. E se ti dice che devi ammazzare un certo vicinato perché deturpa il panorama lo fai, tanto alla fine la responsabilità non è mica tua.
Mentre invece non si sa quanto ci si illude. Perché alla prima occasione l’uomo forte che da gli ordini scappa con una valigia di preziosi accumulati con la storia delle tasse. E lascia tutto alle ortiche…
E il proveruomo con la sola voglia di avere un poco d’ordine si ritrova in un processo, come imputato.
Però ho fatto ordine, si dice l’imputato.
Però l’ordine c’era da prima che tu agissi…

Pensiero numero trentasei

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Possibili divisioni tra PD e Alfano per le Unioni Civili

Qual’è la paura di Alfano? In fondo, se nella società civile ci sono maggiori tutele, la società stessa può produrre più di quanto farebbe senza quelle tutele. E Non c’è nulla di sbagliato nel dire che un padre e una madre sono un diritto di tutti i bambini. Ma principalmente a quello ci deve essere l’affetto. E di affetto ci sono orfanotrofi pieni di bambini che un briciolo di affetto da un genitore se lo aspettano, se non lo stano aspettando da tanto tempo.
Non si vuole fare del pietismo fuori luogo. Ma adozioni a parte bisogna vedere che esistono bambini che del padre o della madre che li ha messi al mondo non possono interessarsi perché la loro vita è con due mamme o con due papà. Trattandosi in molti casi di uteri in affitto o donatori di seme che hanno fatto la stessa cosa con decine di persone e non possono avere a che fare con tutti i bambini da loro messi al mondo.
Alfano combatte per dare ad un bambino quello che serve per crescere ed essere una persona a tutto tondo. Quella fetta di società civile pro Unioni Civili deve fare di più: deve spiegare che la cosa essenziale è che i genitori esistano. Il sesso se è uguale non cambia: l’affetto è la cosa importante…