Pensiero numero cento

Cittadino friulano ritrovato in un fosso al Cairo, era scomparso

Per la maggiore si dice sempre, a chi ha una laurea e deve affacciarsi al mondo del lavoro, deve iniziare a mettere a frutto il proprio sapere, di non restare in Italia, dove va avanti il sistema nel modo conosciuto. Ma chissà perché quando succedono queste cose, la stessa immediatezza e foga nel fornire il neolaureato di questa informazione finiscono direttamente nel gabinetto.
Si tratta di una realtà che non esiste ovunque, quella dove è successo il fatto. Ci sono paesi in cui certe cose non accadono…
Oppure no?
E poi si può tranquillamente dire che se non restassero persone nel paese, il sistema non potrebbe funzionare. Non esisterebbero testimoni che perpetuano la tradizione e offrono alle “nuove leve” la lieta novella.

Basterebbe così poco per essere un grande paese. Dove i “baroni” restano tali perché hanno tanto da insegnare. Anche ai talenti di natura, perché senza fondamenta o senza quel qualcosa che solo un capo esperto, e a volte un po’ str**zo, sa mettere in atto.
E poi insegnare anche a chi, dall’estero, verrebbe a imparare il mestiere. Perché a casa propria non si è abbastanza bravi. Perché si invidia la realtà italiana al punto da scappare dal proprio sistema. In certi casi troppo stretto, In altri senza tutela o senza guide mature.

Pensiero numero novantanove

Lo Youtuber di oggi

Si può dire fino ad un certo punto che l’età è uno stato mentale, come afferma uno dei protagonisti del video.
Perché non si può negare che un organismo vivente, come è l’uomo, segue i tre passaggi: nasce, cresce e muore.
La morte non la si augura a nessuno. Ma è un passaggio con cui bisogna fare i debiti conti.
Lo sono anche gli altri due passaggi qualcosa con cui si fanno i conti, anche se in questi due casi contano i genitori, pur con le debite proporzioni.
La giovinezza fa parte della crescita, fino a prova contraria. Tutti si è giovani. Ma non si può fare dentro di essa lo stesso processo, cioè considerarla come un organismo a se stante? In fondo è un target di mercato…
Si può provare.
La giovinezza nasce quando ci si prepara ad essere adulti. Cresce mentre ci si perfeziona. E può rimanere come stato mentale.
Però guai farne una condizione sempreverde, nella propria vita: la morte, cioè la sparizione di quell’età, di quello stato mentale, è inevitabile…
Detto in altre parole: l’imborghesimento è inevitabile. La camicia, il maglioncino e le scarpe scamosciate, chi prima chi dopo, sono una tappa in cui non si può non cascare.
Magari anche un figlio, ma ci vuole la persona giusta…
Comunque, si fa il cosiddetto ‘borghese’ anche solo una volta, anche solo per cinque minuti.
Si finisce a farlo.
Quindi l’età mentale rimane, ma viene chi più chi meno condizionata da tanti fattori. E ognuno ha i suoi…

Pensiero numero novantotto

Sarebbe bello sapere cosa ci si aspetta dall’estate che sta per arrivare. Proprio l’estate 2016…
Come al solito non mancheranno i tormentoni musicali, oppure quelli televisivi.
Ci potrebbe magari essere una inversione di tendenza da parte dei servizi radiotelevisivi, che potrebbero cercare qualcosa di meglio che la classica serie tv denominata “La nostra amica” e via dicendo, a seconda dell’animale di turno.
E’ vero che durante l’estate gli investimenti sono ridotti al minimo. E che comunque dei contenuti, chi più chi meno, vengono forniti.
Solo una cosa: non si scada nella ripetizione degli altri anni. Se esistono dei creativi che stanno studiando per la prossima stagione estiva, un pizzico di differenziazione e di interazione tipo radiofonica ci potrebbe stare.

Pensiero numero novantasette

Una volta c’erano donne che sognavano una storia d’amore con un prete. Perché “Uccelli di Rovo” (La scheda Wikipediacompra qui il libro) impazzava nelle televisioni.
Oggi ci si ritrova un buon prete di provincia che ha sempre la parola giusta e non fa mai delle gaffe. Come invece succede ai preti e ai prelati, di cui la cronaca più o meno ufficiale riporta.
Chissà perché la via di mezzo la trovi solo nella tua chiesa. Li si possono trovare, più o meno, parroci che affrontano il proprio territorio e cercano di essere all’altezza dei loro parrocchiani.

Magari guardano pure loro il prete più famoso d’Italia, dopo Papa Francesco, su Raiuno…

La notizia © Corriere della Sera

Pensiero numero novantasei

C’è qualcuno che ha detto la seguente cosa, molto saggia:

Per sconfiggere la libertà di opinione è stato sufficiente inondare dappertutto di libertà di opinione.

In un certo senso, se ci si pensa, quando qualcosa manca basta darne in abbondanza e il gioco è fatto. Perché è lo stesso principio del riempire un lago di barche, per non togliere la libertà di movimento nelle acque. Il lago rimane lo stesso, ma alla fine non si trova la vera barca che lo naviga, essendocene tante.
Si spera che questo meccanismo non tolga una cosa importante, parlando di libertà del pensiero: la volontà di comunicare. Può esserci la varietà più assurda di mezzi di comunicazione, ma se non c’è nessuno che vuole dire qualcosa, possibilmente di senso compiuto, è un lavoro inutile tenere in vita server e siti internet.
Se nessuno compilasse un blog su questa piattaforma cosa succederebbe?

Pensiero numero novantacinque

Il potere evocativo di una canzone è davvero eccezionale.
Si ascolta un determinato brano e il tempo sembra tornare indietro, quando lo hai sentito per la prima volta. E quindi quando ti scatenato quello che riassuntivamente può essere detto un delirio ormonale.
Ma non solo le canzoni fanno questo effetto. Non si può non citare un classico mastodontico della letteratura come la Recherche di Proust (vedi la scheda Wikipedia), con le sue madeleine e il suo ricordare.
Quindi è assodato che il meccanismo scatta.
Ma quando se ne diventa schiavi? Quando il voler ricordare diventa un rifugio bello e buono per non affrontare il presente?
Ognuno ha certamente la propria ricetta. Come ognuno ha il proprio metodo per scacciare la tensione nelle situazioni spinose.
Sarebbe bello se tutta questa conoscenza fosse disponibile ai più…

Pensiero numero novantaquattro

Non si vuole certo fare a gara tra chi ha la religione migliore.
Ma non si può non dire che è una forma leggermente distorta il martirio per la causa che si segue.
La scintilla viene dalle tante esplosioni che i media raccontano succedere nel mondo.
Di sicuro c’è che sono fatti determinati da una sottile volontà di istillare terrore nella gente. Perché se passa il messaggio che le esplosioni possono succedere dovunque, allora si avrebbe paura di uscire di casa, di fare quello che si fa solitamente nella propria vita.
Perfino di professare tranquillamente la propria fede, laica o religiosa che possa essere.
Urge una ripetizione: non c’è gara qui tra fede e fede. Ma c’è la volontà di ricordarsi che alle volte non bisogna spegnere il cervello fino ad un punto irreparabile. Non si può in nome del dio denaro, o di un Dio in senso spirituale, derogare a tutto e a tutti.
Soprattutto alla vita umana del proprio più o meno prossimo.