Pensiero numero centoventidue

Una volta si faceva differenza tra chi ascoltava o meno la radio
Dopo la differenza tra radio locale e radio estera
Successivamente tra chi ascoltava la radio e chi si informava con la televisione.
Il passaggio dopo è stato tra chi guardava o meno la televisione.
Poi si è passati alla differenza tra il primo e il secondo canale in tv.
In parallelo è arrivata la differenza tra radio pubblica e radio privata.
In sequenza tra televisione pubblica e privata.
Discrepanza successiva tra chi la televisione e chi computer.
Da qui in poi due direzioni: la tv generalista e la tv satellitare; computer in registrazione e computer in streaming.
La cosa si è riunita con televisione via etere e televisione via internet.
Alla fine non poteva mancare tra internet in streaming gratis e internet a pagamento.

Di qua a questo passo ci sarà la differenza tra televisione terrestre e televisione extraterrestre…

Pensiero numero centododici

Se siamo in guerra o meno non si sa.
Si sa soltanto che ci sono delle persone che non ci vogliono bene. Anzi: ci vogliono molto male.
Se ci volessero bene, o per lo meno ci rispettassero, non farebbero esplodere la loro gente nel continente. Non farebbero strage di vite umane in nome di non si sa che cosa.
Perché alla fine non si sa nel sentire comune quale sia l’ideale di tutta questa gente.
Ad una rapida occhiata sembrerebbe il potere. La paura da istillare nel proprio vicinato geografico.
Trionferanno?
Difficile dirlo. Perché sotto sotto, tra le ceneri del bivacco, la gente locale è arrabbiata e odiosa verso tutta quella gente che sta cercando un posto al sole sul territorio dei locali e si trova addosso la disgrazia di essere quasi uguale agli attentatori.
Odio contro odio? O è forse meglio dire “odio contro voglia di potere”?
Alla fine però, come ha detto Makkox a “Gazebo” in uno dei suoi racconti disegnati, la cosa migliore è prendere un gessetto e testimoniare la propria indifferenza a tutti quegli imperialisti che vogliono in terrore intorno a loro.

Pensiero numero centouno

Gianluca Nicoletti: Sanremo è “festa del santo patrono” in Italia

E’ proprio vero quello che dice Nicoletti.
Infatti da più parti c’è stata l’euforia di vivere quelle serate dove Carlo Conti ha diretto e condotto come se non ci fosse un domani…
Molto probabilmente ci saranno state delle massaie che hanno evitato accuratamente di avere la serata impegnata da incombenze di casa per guardarsi con calma e godimento – perché no? – quel momento televisivo dove non esistono distinzioni…
Naturalmente ci saranno stati anche altri uomini e donne, con lavori diversi che piuttosto di doversi sorbire clientela o altri impegni si sono guardati la bravura di Virginia Raffaele, la svampitezza di Garko e la tranquillità di Madalina.
Carlo Conti è inqualificabile… ma non in negativo.

Pensiero numero novantotto

Sarebbe bello sapere cosa ci si aspetta dall’estate che sta per arrivare. Proprio l’estate 2016…
Come al solito non mancheranno i tormentoni musicali, oppure quelli televisivi.
Ci potrebbe magari essere una inversione di tendenza da parte dei servizi radiotelevisivi, che potrebbero cercare qualcosa di meglio che la classica serie tv denominata “La nostra amica” e via dicendo, a seconda dell’animale di turno.
E’ vero che durante l’estate gli investimenti sono ridotti al minimo. E che comunque dei contenuti, chi più chi meno, vengono forniti.
Solo una cosa: non si scada nella ripetizione degli altri anni. Se esistono dei creativi che stanno studiando per la prossima stagione estiva, un pizzico di differenziazione e di interazione tipo radiofonica ci potrebbe stare.

Pensiero numero novantasette

Una volta c’erano donne che sognavano una storia d’amore con un prete. Perché “Uccelli di Rovo” (La scheda Wikipediacompra qui il libro) impazzava nelle televisioni.
Oggi ci si ritrova un buon prete di provincia che ha sempre la parola giusta e non fa mai delle gaffe. Come invece succede ai preti e ai prelati, di cui la cronaca più o meno ufficiale riporta.
Chissà perché la via di mezzo la trovi solo nella tua chiesa. Li si possono trovare, più o meno, parroci che affrontano il proprio territorio e cercano di essere all’altezza dei loro parrocchiani.

Magari guardano pure loro il prete più famoso d’Italia, dopo Papa Francesco, su Raiuno…

La notizia © Corriere della Sera

Pensiero numero ottantaquattro

Festival-di-Sanremo-2016

Ecco i venti big di Sanremo 2016

Si tratta di un conduttore che ha saputo costruire una squadra davvero ben funzionante tra regia e direzione musicale. Senza tralasciare le figure minori di una produzione televisiva.
Ha avuto e ha un grosso e grande successo tra gli spettatori.
E solitamente vige il proverbio “squadra che vince non si cambia”.
Ma dopo il risultato dell’altro anno, si può davvero sperare di fare meglio?
Controprogrammazione a parte, oggi l’offerta televisiva non è più la stessa ieri. Ma basta guardare anche solo all’anno passato. Sono nati nuovi modi di intrattenere un pubblico, visto che lo scopo primario di chi fa intrattenimento è fondamentalmente quello. E questi nuovi modi talvolta esulano la visione del DTV, cioè la televisione in chiaro.
Se non ci fossero i media che vanno a caccia delle canzoni e degli artisti e di tanto altro legato al Festival, la Rai a inizio anno dovrebbe inventarsi qualcos’altro per fare ascolto.