Pensiero numero settanta

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Sciopero dei treni da oggi fino a domani sera

Si potrebbe dire tranquillamente che lo sciopero, come il referendum per l’esternazione della volontà popolare, non è la migliore forma per dimostrare al mondo, in senso generale, che una determinata categoria soffre una condizione lavorativa insufficiente e insoddisfacente. O ha bisogno di qualcosa che altrimenti le impedisce di lavorare correttamente.
Il perché di questa dicitura sta nel fatto che adesso non esiste solo la pazienza di stare alla stazione ad aspettare che il treno passi come rimedio al disagio. Il mondo delle applicazioni per cellulare ha messo a disposizione di chi ne ha necessità una serie di opzioni differenti dal treno, naturalmente per i viaggiatori periodici. Quindi se si pensava di creare disagio con il blocco del mezzo per andare a lavorare della gente, o per altri motivi personali, oggi ci si riesce a metà.
E’ indubbio che la fetta maggiore è quella di chi è obbligato al treno per i propri scopi. Ma più ci si evolve nei servizi più l’obbligatorietà si riduce. E se prima l’obbligo era vincolante magari dopo l’obbligo diventa opzionale. E lo sciopero non riesce nel suo scopo.
Resta il fatto che una categoria ha bisogno di dimostrare la propria necessità. E si spera che il mondo del sindacalismo si sradichi dallo scioperare per trovare un nuovo modo di far sentire la voce di chi lavora.
Perché l’opinione pubblica deve sapere.
Altrimenti non si può migliorare dove è possibile farlo.

Pensiero numero sessantasette

post5
La domanda del lunedì

Il terrorismo fa paura. Purtroppo. Ma più che altro può far paura ai terroristi stessi, che alle volte tengono troppo alla loro vita per farsi saltare in aria.
Perché bisogna pensare, e tenere bene a mente, che un terrorista, tra le altre cose, è un uomo. Con pregi e difetti. Con forze e debolezze.
E sono soprattutto le debolezze quelle su cui agiscono le forze dell’ordine. Sono il grimaldello su cui fare leva per scongiurare dei danni eventualmente amplificati dai mezzi di comunicazione che, per carità fanno il loro dovere. Ma per qualche spettatore un poco guerrafondaio, o troppo amante delle armi, certe notizie non sono altro che lo stimolo per imbracciare un fucile e fare una guerra anche solo nel proprio quartiere. Alle volte, per la maggior parte, contro persone che non c’entrano nulla.
Evitare le notizie? Giammai. Sono certe volte proprio i telegiornali quelli che aiutano a capire. E soprattutto aiutano i terroristi infedeli, cioè quelli che non hanno fatto il loro dovere fino in fondo, a non perdere la bussola.
E magari a cadere in qualche trappola per catturarli….

Pensiero numero cinquantadue

deflazione
Voli per Sharm fermati

Sarebbe davvero terrorizzante se le compagnie aeree iniziassero a fare tutte in questo modo. Perché si dà ragione al potere persuasivo dell’Isis e di tutti i gruppi terroristici implicati.
Detto brevemente: cosa c**zo stanno facendo le compagnie aeree? Perché cosi, oltr’alpe detto all’Italiana, tu dici al mondo che hai paura e che ti rinchiudi in te stesso a protezione dei tuoi clienti.
E’ assolutamente necessaria una prudenza da parte delle compagnie aeree. Basta soltanto che questa prudenza diventi una prassi a vantaggio assoluto dei terroristi o dei loro satelliti.

Pensiero numero quarantuno

Cost-of-Living
La pensione vado a vivermela all’estero

Chi lo fa fare ad un pensionato di vivere male dove altrimenti potrebbe vivere bene senza dover aggiungere un centesimo alla sua pensione? Infatti esistono delle realtà territoriali che aiutano persone per cui 500 euro sono tutto quello che può ottenere dallo Stato di appartenenza. E quindi devono bastare nella buona e nella cattiva sorte.
Uno Stato intelligente potrebbe prendere un poco di quei soldi in deficit per altre tasse e fare qualcosa per una categoria che altrimenti andrebbe a spendere i propri soldi in altri stati e in altre economie. Non è una perdita, alla fine?

Pensiero numero trentadue

Il traffico in Cina

Solamente un cretino può pensare di riempire il mondo della sua merce, perché sempre e comunque ci sarà qualcuno che accontenterà chi tu non accontenti con la tua merce.
Non si vuole con questo sconsigliare di essere dei capitalisti e degli industriali. Se io oggi ho un computer con cui scrivere questo pensiero, lo devo a tutta una filiera che parte da chi investe nell’industria elettronica e prima ancora guadagna soldi magari con quella.
La cosa che preoccupa, però, guardando la foto del link-notizia, a sua volta ripreso da un video messo in rete da La Repubblica, è semplicemente che si deve essere razionali nel fare mercato all’interno di un paese. Non si può pensare di vendere più auto di quanto una popolazione matematicamente possa sopportare.
Va bene la ricchezza. Ma non si può dimenticare l’intelligenza/furbizia di impiantare una serie di infrastrutture che possano essere magari un vanto per quella particolare amministrazione pubblica. C’è sempre un buon risvolto da una azione che cancella potenzialmente delle altre azioni, tra cui il piazzare della merce per fare ricco qualcuno. In quel caso fai ricco qualcun’altro.

Photo © www.terranauta.it

Pensiero numero ventinove

2900 dipendenti tagliati da AirFrance

Che la rivolta scatenatasi oggi in Francia per questo fatto sia comprensibile ma non scusabile lo può sottoscrivere chiunque venga a conoscenza del fatto.
Quello che più fa scalpore è che la superpotenza Francia, che si vede sempre fare comunella con la Germania nelle persone del Presidente Hollande e della cancelliera Merkel, stia leggerissimamente crollando. E sempre più ci può essere spazio per nuovi registi della situazione europea come l’Italia o come la Spagna e altri paesi.
Nessuno vuole augurare sventura a Francia o ad altri paesi di cui non si sa nulla ma fanno la stessa mole di tagli al personale. Ma si può essere un pochino contenti del fatto che realtà diverse prendano le redini in mano e conducano l’Europa fuori da stagnazioni con idee diverse o con esperienze diverse messe sul campo.

Photo © www.giornaleapollo.it