Pensiero numero centoventuno

Un luogo dove il libro è il padrone non può che essere un luogo dove le persone non trovano un pretesto per scannarsi. E’ un posto dove lasciare fuori tutto e rivestirsi dell’immane capacità che un libro possiede di vestire di esperienza nuova qualsiasi mente.
Il fatto però che il libro sempre più sia diventato un oggetto composto non da lettere ma da 0 e 1 ha portato a riflettere. Che da mezzo parzialmente democratico è diventato un mezzo per pochi eletti non democraticamente ma tecnocraticamente più adeguati.
Chi sta leggendo queste poche righe sa che la letteratura è diventata parte di un progetto più ampio in cui mezzi digitali hanno sempre più una rilevanza.
E’ questo che ammazza la capacità di leggere: da una parte il prezzo è inaccessibile, dall’altra parte non lo è ma ti devi rapportare con un mezzo digitale.
C’è solo una via d’uscita: i discorsi orali nella piazza con il tempo contato, come nell’antichità…

Pensiero numero settantacinque

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Quanto costa un Pos per pagamenti carta ai negozianti

Chissà perché c’è tutta questa foga nell’andare a caccia dell’evasore. Soprattutto obbligando i commercianti a dotarsi di una macchinetta che fa si smerciare i propri prodotti, ma richiede tempo e pazienza per ottenere i soldi corrispettivi.
Non si può non sapere che per avere i soldi sborsati sul pos bisogna aspettare e poi aspettare. Con pazienza. Quando magari la pazienza i fornitori non ce l’hanno e il commerciante al dettaglio deve saldare qualcuno, se non l’affitto.
Tutti sanno come mai i soldi sono sempre più a nero. Tutti sanno, perfino chi ci governa, che la gente aggira le regole perché le regole non tutelano. Ma mangiano fino all’osso chi ha come precetto essere regolare.
Se non si mangiasse più del dovuto la parte sana e si offrissero più cose, più servizi, con le tasse pagate, magari un evasore di più sarebbe spinto a pagare il dovuto. E non si affiderebbe al contante per le proprie transazioni più del consentito.

Pensiero numero sessantotto

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Violazione di spazio aereo, abbattuto caccia russo

Uno non ci vuole nemmeno pensare a certe cose. Come quella per esempio che fa pensare ad una provocazione da parte della Russia. La volgarissima scintilla che fa saltare la polveriera.
Uno non ci vorrebbe pensare ma chissà come mai salta all’attenzione. E non riesci a toglierla, da dove si trova.
Poi però ti rilassi e ti viene da pensare che magari è come uno dei tanti casi di sconfinamento dello spazio aereo, anche se c’è scappato un caccia distrutto. Che non è la tanto agognata scintilla della guerra mondiale che, principalmente, si consumerebbe su questi computer. E poi militarmente.
Adesso sei abbastanza rilassato per pensare che si tratta di una notizia come tutte le altre. Che ha la rilevanza che ha per essere praticamente fresca.
Ma non si sarà mai rilassati abbastanza per pensare che “non c’è pace tra gli ulivi”, come il titolo del film di Giuseppe De Santis. Che sembrerebbe scomparsa l’attenzione e la moderazione da parte di tanti paesi, e quindi ogni volta ci si deve far riconoscere.
Se la Russia capisse che un piccolo conflitto in determinate zone ne scatenerebbe uno più grosso a macchia d’olio, che potrebbe anche interessarlo lateralmente, magari certe sconfinate le eviterebbe. La volontarietà non la si conosce. Ma si spera che non ci sia. Perché sarebbe davvero grave…

Pensiero numero cinquantanove

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Esperimento: lavorare senza mail

Alle volte, non ci si rende conto di quante mail talvolta si mandano quando non necessario. Sarebbe curioso se alle volte ci si scrive semplicemente per parlare con il proprio vicino di ufficio, al di là di una parete di vetro. Perché basterebbe solamente affacciarsi, aprire la bocca e dargli fiato. Ma non nel senso di parlare a sproposito, come soggiace a questo tipo di dicitura. Semplicemente rinfocolare il contatto umano, a volte messo da parte.
Di certo, come nelle possibili catene di S. Antonio di alcune mail, ci possono essere dei fraintendimenti. Dentro una mail, per il semplice detto che scripta manent al posto della parola volante, sono in un certo modo. Parlando verbalmente portano alla litigata. Ma la creatività, a volte, non ha origine da qualcosa di violento come una litigata sana e costruttiva, che fa capire chi hai davanti e fino a che punto tu possa ottenere qualcosa dall’altro? Questo è quello che molto probabilmente hanno provato i dipendenti della Gabel nel periodo sperimentale. E se tutti si sono rivelati soddisfatti allora si può asserire che litigare riesce dove il ragionare non arriva. Che lo scambio di idee, a volte violento, vale più della fredda binarietà di un insieme di zero e uno accodati uno dopo l’altro nelle mail.

Pensiero numero quarantasei

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Messina è senza acqua

Può sembrare davvero paradossale, ma certe volte, come questa, si rimpiangono alcune opere murarie di epoca romana che servivano ad accumulare acqua e a non farla mancare ai propri cittadini.
Certamente si sono fatti dei passi avanti dall’epoca dei romani. Si è scoperto che l’acqua deve essere sempre in movimento altrimenti può creare dei danni a livello di salute. Si è scoperto che non tutti i metalli sono adatti alla costruzione di acquedotti o di tubature per l’acqua.
Ma è normale che nel ventunesimo secolo esista ancora la fila con le taniche alle autobotti?