Pensiero numero ventinove

2900 dipendenti tagliati da AirFrance

Che la rivolta scatenatasi oggi in Francia per questo fatto sia comprensibile ma non scusabile lo può sottoscrivere chiunque venga a conoscenza del fatto.
Quello che più fa scalpore è che la superpotenza Francia, che si vede sempre fare comunella con la Germania nelle persone del Presidente Hollande e della cancelliera Merkel, stia leggerissimamente crollando. E sempre più ci può essere spazio per nuovi registi della situazione europea come l’Italia o come la Spagna e altri paesi.
Nessuno vuole augurare sventura a Francia o ad altri paesi di cui non si sa nulla ma fanno la stessa mole di tagli al personale. Ma si può essere un pochino contenti del fatto che realtà diverse prendano le redini in mano e conducano l’Europa fuori da stagnazioni con idee diverse o con esperienze diverse messe sul campo.

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Pensiero numero venti

Medici minacciano lo sciopero per il decreto “Esami inutili”

Chissà come mai, quando c’è da fare cassa si taglia la sanità secondo una logica che ogni volta si rinnova e si trasforma. Nulla c’è contro il Governo che è pagato per fare i nostri interessi. Ma nemmeno nulla contro i medici che non sbagliano a protestare contro la propria classe dirigente, che è anche la nostra, per le complicazioni a cui si va incontro quando non si hanno i mezzi adeguati per lavorare correttamente.
Si potrebbe pensare che un taglio come questo non sia tanto problematico. Ma lo si pensa perché si è in salute e buona costituzione, per usare una accezione medica. Quando si deve cominciare a fare controlli, e non si può perché la legge prevede che prima di arrivare ad un determinato esame, nel caso vincolante la guarigione, bisogna andare per gradi allora si vedrà quanto l’opinione pubblica è tranquilla. E quanto si darà addosso al Governo.
I medici, dal canto loro, anche se super-impegnati dai propri pazienti, potrebbero fare del puro mercantilismo al ribasso per la propria platea di pazienti. Come? Cercando convenzioni con il privato: garantendo una soglia di pazienti necessitanti l’esame, e quindi trattando a tavolino con il privato un prezzo di favore. A debiti conti fatti, questa sarebbe una cosa che per un verso allontana sempre più il pubblico dal paziente. Mentre invece per l’altro verso avvicina al privato e alla sua giungla di agevolazioni e tariffe se si è soci di una casa piuttosto che di un’altra. Ma alla fine porta avanti il carrozzone delle cure mediche, quando il pubblico tira i cordoni della borsa.

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