Pensiero numero centotrentadue

Uno si dovrebbe chiedere da dove vengono i soldi quando vengono spesi. Dovrebbe fare le pulci quando un governante mette mano ai conti di di Stato e dice, e progetta, e annuncia, e propone a chi lo ascolta quello che vuole fare con quei soldi.
Però dopo ti dici che non c’è modo migliore per farsi dei nemici. Perché la gente preferisce che i soldi vengano spesi. Non si vuole sapere se quei soldi sono sostenibili per la contabilità di un paese o meno.
In realtà alla gente il pensiero di dover contare i soldi non piace.
In realtà la gente preferisce la vita allo stare attenti quando si mette mano al portafogli. Perché la vita è molto più piacevole, più affascinante.
E soprattutto c’è sempre qualcuno che paga: pantalone.
O meglio ancora si sa che… qualche santo provvederà.
Se solo si capisse che si può essere felici anche senza fare il passo più lungo della gamba.
Senza credere che i debiti vadano pagati e non lasciati a chi viene dopo.
Una vita equilibrata, produttiva: non è un sogno…

Pensiero numero sedici

Apertura posticipata per siti turistici di Roma

Nella notizia si dice che il fatto si è esteso anche a tutti i siti italiani. Ma non sminuisce due fatti abbastanza rilevanti: il potere sindacale e l’indignazione generale.
Il primo fatto si commenta da solo: i sindacati hanno dato prova del fatto che il mondo del lavoro non è in mano a Renzi con i suoi ottanta euro in busta paga, ma che le sigle sindacali ancora sanno fare il loro lavoro.
Il secondo fatto invece è dato dal tweet che si trova nella pagina del Corriere della Sera con tutta la notizia. Ed è un tweet che la dice lunga su come l’ex segretario del PD ha capito i modi di fare del premier suo segretario: si deve cavalcare l’indignazione popolare al sentire la notizia. Ed in più si deve fare la cosa legislativamente più adatta a catturare tutta la gente comune che sa di questa notizia e vuole un rimedio da chi dirige quel comparto del paese.
Perché è indubbio che se ci fossero ribellioni un ministro non approfitterebbe dell’occasione per “cavalcare l’onda”, senza dimenticare che la gente comune, che ti ha eletto, deve avere qualcosa in cambio per far si che il paese funzioni.
Renzi questo l’ha capito perfettamente.