Pensiero numero centodiciotto

Le parole sono contagiose, tanto in negativo quanto in positivo.
La parola è virale quanto un video di Youtube. Perché quando tu dici di non dire qualcosa a qualcuno quel qualcuno lo dirà tranquillamente. E la sfida è di qualcuno che possa dire che a lui non è successo.
Parlare con le persone è il primo passo per fare cultura perché una idea si diffonde prima di tutto con il passa parola. Anche internettiano.
Chiacchierando con il compagno di Facebook o di qualche altro social-network alternativamente ad un contatto vis-a-vis permette ad una idea di rompere i limiti dello spazio e del tempo, certe volte aiutata dalla digitalizzazione o dalla analogicizzazione su carta.

Pensiero numero centouno

Gianluca Nicoletti: Sanremo è “festa del santo patrono” in Italia

E’ proprio vero quello che dice Nicoletti.
Infatti da più parti c’è stata l’euforia di vivere quelle serate dove Carlo Conti ha diretto e condotto come se non ci fosse un domani…
Molto probabilmente ci saranno state delle massaie che hanno evitato accuratamente di avere la serata impegnata da incombenze di casa per guardarsi con calma e godimento – perché no? – quel momento televisivo dove non esistono distinzioni…
Naturalmente ci saranno stati anche altri uomini e donne, con lavori diversi che piuttosto di doversi sorbire clientela o altri impegni si sono guardati la bravura di Virginia Raffaele, la svampitezza di Garko e la tranquillità di Madalina.
Carlo Conti è inqualificabile… ma non in negativo.

Pensiero numero quarantasei

acqua

Messina è senza acqua

Può sembrare davvero paradossale, ma certe volte, come questa, si rimpiangono alcune opere murarie di epoca romana che servivano ad accumulare acqua e a non farla mancare ai propri cittadini.
Certamente si sono fatti dei passi avanti dall’epoca dei romani. Si è scoperto che l’acqua deve essere sempre in movimento altrimenti può creare dei danni a livello di salute. Si è scoperto che non tutti i metalli sono adatti alla costruzione di acquedotti o di tubature per l’acqua.
Ma è normale che nel ventunesimo secolo esista ancora la fila con le taniche alle autobotti?