Pensiero numero centoventi

Il tempo della lettura è qualcosa che nasce a qualsiasi età. Un poco meno da adulti, ma può nascere…
La lettura, pur se nel volgo popolare considerato esercizio da sfigati – e per questo la persecuzione è forte e profonda – ha un buon nascere quando si è bambini, ragazzi. E ci si sbaglia se si crede che sono pochi i libri per ragazzi. Tolti Salgari e i romanzi femminili…
Mai oceano si potrebbe pensare di persone, uomini e donne, che scrivono pensando ad un pubblico delicato, o quasi, come quello dei ragazzi.
Ma i ragazzi avranno voglia di leggere o si dovrà rimettersi al vecchio meccanismo per cui si legge per fare interrogazione a scuola?
Il fatto che pesa è la persecuzione vera e propria che i propri vicini e coetanei fanno a chi si rinchiude dentro l’universo parallelo di una storia tanto inventata quanto presa dalla realtà. Si pensa sempre che l’unica cosa che conti siano donne, calcio e motori per i maschi e boutique, trucco e parrucco e faccende domestiche per le femmine.
Non si saprà mai quando ci sarà uno spiraglio, in fondo al tunnel…

Pensiero numero ottantotto

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Nuovo allarme inquinamento aereo a Pechino, 4 giorni di chiusura

E’ abbastanza inutile dirlo, ma non si può sempre sperare in madre natura per la risoluzione dei problemi di inquinamento. La pioggia può lavare l’aria fino ad un certo punto. Per il resto è l’uomo che ci deve mettere le mani.
L’inutilità sta nella tendenza umana a inquinare senza limiti. Quindi è come schiaffeggiare qualcuno con una folata di vento: non si ottiene nulla.
Si vorrebbe invece ottenere un risultato che dia valore aggiunto ad un ambiente, cittadino o meno.
Perché la vivibilità, scordandoselo abbondantemente, attira gente e quindi attira valore.
Se la gente può prosperare all’interno di una città o in un ambiente lavorativo, la gente accorre.
E’ lo stesso motivo, al contrario, per cui dall’Italia ci si allontana: non offre prospettive lavorative.
Quindi dare aria pulita ad una persona, oltre all’acqua e alla civiltà, sicuramente aiuta ad avvicinare quella persona ad un paese piuttosto che ad un altro.
Dovrebbero pensarci, certi governanti.

Pensiero numero settantatre

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A Rozzano caos per il presepe a scuola

Per parità, visto che siamo tutti cittadini italiani, a scuola dovrebbero far festeggiare anche le altre festività religiose. Ma sotto un certo aspetto il preside della scuola di Rozzano non ha fatto una cosa tanto fuori da un senso di multiculturalismo difficile da trovare in bocca a Salvini o alla destra italiana.
Ha voluto mettere i bambini davanti al fatto che tutti meritano rispetto.
Se il rispetto Salvini lo avesse voluto dimostrare, non avrebbe politicizzato una manifestazione di genitori, come doveva essere o voleva essere del tutto genitoriale, e quindi portare la questione fuori da un ambito privato dell’ambiente scolastico. Per capirsi, sarebbe dovuta essere una questione tutta di Rozzano. Mentre adesso, sicuramente senza prova personale ma con la certezza che le telecamere vanno dove il dente duole, la questione riguarda anche tutti quei cronisti che fanno i loro collegamenti da Rozzano per i rispettivi programmi di appartenenza.
Forse quei genitori tutta, forse tanta, di quella esposizione mediatica non la volevano. Avrebbero magari voluto che il Ministro Giannini dicesse una parola chiara. Ma non solo al TG1 o al TG5. Una parola istituzionale che decidesse della questione e desse a riguardo il la al comportamento di altri dirigenti scolastici.

Pensiero numero trentasei

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Possibili divisioni tra PD e Alfano per le Unioni Civili

Qual’è la paura di Alfano? In fondo, se nella società civile ci sono maggiori tutele, la società stessa può produrre più di quanto farebbe senza quelle tutele. E Non c’è nulla di sbagliato nel dire che un padre e una madre sono un diritto di tutti i bambini. Ma principalmente a quello ci deve essere l’affetto. E di affetto ci sono orfanotrofi pieni di bambini che un briciolo di affetto da un genitore se lo aspettano, se non lo stano aspettando da tanto tempo.
Non si vuole fare del pietismo fuori luogo. Ma adozioni a parte bisogna vedere che esistono bambini che del padre o della madre che li ha messi al mondo non possono interessarsi perché la loro vita è con due mamme o con due papà. Trattandosi in molti casi di uteri in affitto o donatori di seme che hanno fatto la stessa cosa con decine di persone e non possono avere a che fare con tutti i bambini da loro messi al mondo.
Alfano combatte per dare ad un bambino quello che serve per crescere ed essere una persona a tutto tondo. Quella fetta di società civile pro Unioni Civili deve fare di più: deve spiegare che la cosa essenziale è che i genitori esistano. Il sesso se è uguale non cambia: l’affetto è la cosa importante…

Pensiero numero ventisette

Strage in Oregon in un campus

Molto probabilmente è difficile liberarsi di un passato di libertà delle armi e di difesa di se stesso come singolo tra i singoli. E vivere in un paese dove per avere un’arma ci vogliono dei vincoli legali non aiuta la comprensione, data l’alterità completa.
Ma si può comunque provare a spiccicare parola.
Non si capisce come mai ci sia tutto questo stragismo. Forse sono i media che fanno da risonanza a certi eventi e non ad altri. Come potrebbe essere un serio studio che valuta quanti ammazzamenti in un anno vengono messi in atto in un paese e poi viene stilata una classifica per capire chi davvero sia il paese delle morti se non delle stragi.
Classifiche a parte, non si può che dare adesione al Presidente Obama, che ha chiesto tutto l’aiuto possibile per salvare la sua gente da squilibrati di vario tipo e per non essere quello che fa le condoglianze ogni volta.
Le condoglianza sono poca cosa. Ma comunque il movente per cui ci si stufi di fare sempre la stessa cosa e di doverla fare continuamente è un passo avanti per la comprensione planetaria, appioppabile a qualsiasi altro Capo di Stato, che un presidente dovrebbe partecipare a battesimi, e non a funerali.

Photo © http://www.quibrescia.it/

Pensiero numero dodici

Oggi ritorno a scuola

Questa istituzione è sempre stata bistrattata. Per tutte quelle persone che ieri sera, da affezionati di mamma Rai, hanno abbandonato la serata spensierata di Raiuno con “Affari Tuoi” del bravissimo Flavio Insinna e hanno preferito le Teche Rai su Raitre possono sapere. Infatti i bravi redattori hanno prediletto parlare di scuola in tutti i modi in cui la rete culturale della scuderia Rai ha mai potuto parlare. E se ne potrebbero raccontare delle belle, se questo spazio fosse più lungo. Per scelta si predilige la brevità. E quindi un solo commento: quando la scuola sarà fatta da persone e non da alunni e docenti forse un piccolo barlume si potrà accendere. Perché le istituzioni non guarderanno alla figura e alle condizioni mentali della stessa ma ad una figura più grande di tanti insiemi. Che travalica dottrina e disciplina. Se vuoi essere parte di un insieme, pur privilegiando la diversità, sai essere accomodante. E non hai bisogno di troppe regole…