Pensiero numero settanta

700394c5460EDNmainast giugno 2013
Sciopero dei treni da oggi fino a domani sera

Si potrebbe dire tranquillamente che lo sciopero, come il referendum per l’esternazione della volontà popolare, non è la migliore forma per dimostrare al mondo, in senso generale, che una determinata categoria soffre una condizione lavorativa insufficiente e insoddisfacente. O ha bisogno di qualcosa che altrimenti le impedisce di lavorare correttamente.
Il perché di questa dicitura sta nel fatto che adesso non esiste solo la pazienza di stare alla stazione ad aspettare che il treno passi come rimedio al disagio. Il mondo delle applicazioni per cellulare ha messo a disposizione di chi ne ha necessità una serie di opzioni differenti dal treno, naturalmente per i viaggiatori periodici. Quindi se si pensava di creare disagio con il blocco del mezzo per andare a lavorare della gente, o per altri motivi personali, oggi ci si riesce a metà.
E’ indubbio che la fetta maggiore è quella di chi è obbligato al treno per i propri scopi. Ma più ci si evolve nei servizi più l’obbligatorietà si riduce. E se prima l’obbligo era vincolante magari dopo l’obbligo diventa opzionale. E lo sciopero non riesce nel suo scopo.
Resta il fatto che una categoria ha bisogno di dimostrare la propria necessità. E si spera che il mondo del sindacalismo si sradichi dallo scioperare per trovare un nuovo modo di far sentire la voce di chi lavora.
Perché l’opinione pubblica deve sapere.
Altrimenti non si può migliorare dove è possibile farlo.

Pensiero numero venti

Medici minacciano lo sciopero per il decreto “Esami inutili”

Chissà come mai, quando c’è da fare cassa si taglia la sanità secondo una logica che ogni volta si rinnova e si trasforma. Nulla c’è contro il Governo che è pagato per fare i nostri interessi. Ma nemmeno nulla contro i medici che non sbagliano a protestare contro la propria classe dirigente, che è anche la nostra, per le complicazioni a cui si va incontro quando non si hanno i mezzi adeguati per lavorare correttamente.
Si potrebbe pensare che un taglio come questo non sia tanto problematico. Ma lo si pensa perché si è in salute e buona costituzione, per usare una accezione medica. Quando si deve cominciare a fare controlli, e non si può perché la legge prevede che prima di arrivare ad un determinato esame, nel caso vincolante la guarigione, bisogna andare per gradi allora si vedrà quanto l’opinione pubblica è tranquilla. E quanto si darà addosso al Governo.
I medici, dal canto loro, anche se super-impegnati dai propri pazienti, potrebbero fare del puro mercantilismo al ribasso per la propria platea di pazienti. Come? Cercando convenzioni con il privato: garantendo una soglia di pazienti necessitanti l’esame, e quindi trattando a tavolino con il privato un prezzo di favore. A debiti conti fatti, questa sarebbe una cosa che per un verso allontana sempre più il pubblico dal paziente. Mentre invece per l’altro verso avvicina al privato e alla sua giungla di agevolazioni e tariffe se si è soci di una casa piuttosto che di un’altra. Ma alla fine porta avanti il carrozzone delle cure mediche, quando il pubblico tira i cordoni della borsa.

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