Pensiero numero centoventi

Il tempo della lettura è qualcosa che nasce a qualsiasi età. Un poco meno da adulti, ma può nascere…
La lettura, pur se nel volgo popolare considerato esercizio da sfigati – e per questo la persecuzione è forte e profonda – ha un buon nascere quando si è bambini, ragazzi. E ci si sbaglia se si crede che sono pochi i libri per ragazzi. Tolti Salgari e i romanzi femminili…
Mai oceano si potrebbe pensare di persone, uomini e donne, che scrivono pensando ad un pubblico delicato, o quasi, come quello dei ragazzi.
Ma i ragazzi avranno voglia di leggere o si dovrà rimettersi al vecchio meccanismo per cui si legge per fare interrogazione a scuola?
Il fatto che pesa è la persecuzione vera e propria che i propri vicini e coetanei fanno a chi si rinchiude dentro l’universo parallelo di una storia tanto inventata quanto presa dalla realtà. Si pensa sempre che l’unica cosa che conti siano donne, calcio e motori per i maschi e boutique, trucco e parrucco e faccende domestiche per le femmine.
Non si saprà mai quando ci sarà uno spiraglio, in fondo al tunnel…

Pensiero numero cinquantaquattro

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Intervista a Francesca Dego

Quando non si è parte di un pubblico si è soggetti ad un pubblico. Ma non nel senso di essere privati che si rivolgono ad un pubblico. Nel senso di essere un soggetto pubblico che si rivolge ad un pubblico. Con delle regole di comportamento ben precise a cui lo sgarrare comporta una abbondante sanzione di allontanamento dal pubblico. Da quello a cui tu appartieni da dipendenza e che ti direbbe puoi andare a farti fot***e visto che tutti al mondo sono utili ma nessuno è indispensabile.
Forse nemmeno una grande esperienza può aiutare. E’ come se esistesse una magia per cui tu sei quello che sei per un pubblico e basta poco perché la magia finisca in un lampo. Beato chi riesce a stare sotto l’ombrello di questa magia…

Pensiero numero trentotto

LIBRERIA
Intervista a Teresa Cremisi

Quello che dice lei è ciò che oggi si consolida come pensiero del giorno. Con l’appunto che proteggere troppo il piccolo libraio non permette la creazione degli anticorpi tipici per la sopravvivenza

Pensiero numero trentaquattro

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Intervista ad Alberto Sinigaglia con intervento di Maurizio Maggiani

Il cercare una storia comune, al di là del pensiero individuale, è un ben arduo compito. Perché questo paese dai mille difetti e dai cento pregi come è l’Italia ha fatto e fa della regola NIMBY un pilastro fondante e principale.
Maggiani crede che si possa iniziare una catena anello dopo anello e si possa partire dal suo libro. Ma si può fino a questo punto sperare di sfatare il mito di una dichiarazione di Mussolini che alla domanda di come governare gli italiani rispose che farlo è sostanzialmente inutile? Si può ipotizzare che un popolo fresco di unificazione come questo si dia il la per creare la propria sinfonia in tutti gli ambiti della vita?
Il si è una risposta davvero troppo sbagliata. Ma il no è una risposta avvilente, e soprattutto inadatta ad una popolazione che sotto certi aspetti ce la mette tutta, ma poi alla fine arriva il solito italiota e mette a carte e quarantotto tutto il tavolo.
Quale dunque la risposta? Quale dunque il risultato?
Forse un poco di tempo può aiutare…