Pensiero numero centodiciassette

Per un certo verso, anche i sindaci dovrebbero avere un decalogo ed una deontologia. Come i medici che giurano con il giuramento di Ippocrate.
Non c’è poi tanta differenza tra un dottore e un sindaco, sotto il profilo dell’essere un pubblico ufficiale.
Ma poi bisogna pensare alla città e non solo al sindaco. I cittadini dovrebbero avere qualcosa a cui appellarsi se il proprio sindaco manca al giuramento che fa verso i propri amministrati.

Bisognerebbe pensarla più a fondo.
Ma la base di partenza, subito nella discussione, è che il Leviatano può essere o meno sorpassato da qualcosa che agisca più efficacemente dell’assemblea dei cittadini.
E’ come se ci fosse la necessità di un controllo maggiore passo dopo passo. Per evitare quelle indecorose foto del neosindaco che si fa scortare in bicicletta da due vigili o non usi una auto del comune per i propri spostamenti.
E’ tutto ammirevole, ma non ha tutti i torti la candidata dei Cinque Stelle che mette l’amministrazione disastrata della città per cui si candida tra le priorità di azione.
La domanda adesso è: come agiranno gli altri candidati?
E poi: da chi dovrebbe partire l’input per un eventuale decalogo del buon sindaco?

Pensiero numero cinquantatre

FREESK1

La dichiarazione del venerdì

La domanda che sorge abbondantemente spontanea è se il Papa avrebbe potuto fare diversamente. Il polverone gigantesco scatenato dai due libri incriminati è stato un poco un mettersi sull’attenti rispetto all’opinione pubblica. Che si aspetta della coerenza tra un Papa che porta la croce di argento per risparmiare e una schiera di cardinali che sembrerebbe facciano diversamente. E qui non c’entrano gli scandali sessuali: qui è gestione monetaria.
Il fatto poi che non si capisca quale dei due ha la maggioranza nella rilevanza dell’attenzione pubblica è altro affare. Qui bisognerebbe mettere un punto fermo e dare alla gente, ai fedeli che non cercano del grillismo ma della regolarità, la chiarezza di quello che succede a quella moneta che mettono nel cestino o quel bollettino che pagano alla posta.
Niente di più, niente di meno.
Basterà l’intervista di Papa Francesco a mettere il famoso punto fermo?

Pensiero numero trentasette

31-roma02
Il Papa chiede scusa per gli scandali di Roma

Ha un suo perché chiedere scusa. E’ un atto di umiltà molto forte, oltre ad esserlo di realismo. Un condottiero, senza essere offensivi, sa che sulla propria nave c’è una malattia e non lascia i suoi uomini in preda del morbo: fa il possibile per debellarlo.
Oppure un medico, il quale fa tutto quello che è in suo potere per salvare i propri pazienti senza lasciarli al primo ciarlatano viandante.
Adesso quello che serve è una svolta nella città eterna. E il PD non è esente dal riuscirci. Sicuramente vincerà chi saprà portare dietro di se le streghe scope comprese. Sicuramente si tratterà della volta in cui non sono le promesse a farla da padrone, ma la volontà tangibile di cambiare la way of life di una città intera.
Detto brevemente: chi saprà davvero rimboccarsi le maniche e dare la cera a specchio a tutta la città, dalla a di arbusto alla zeta delle zebre in terra per attraversare, avrà il primo scranno del paese, senza contare tutta l’influenza che ne deriva…

Pensiero numero trentacinque

sporca_roma1-225x300
Oggi la consegna delle dimissioni di Marino da sindaco della capitale

Questo fatto fa semplicemente pensare che si voglia lasciare le mani della città eterna a persone più responsabili. Nel senso che si accollino tutta la responsabilità del Giubileo soprattutto a fronte di una impresa titanica come quella di rimettere in piedi Roma. Renzi è davvero un bravissimo fiscalista, sapendo fare attentamente i suoi conti: dopo il Giubileo si potrà tranquillamente riprendere in mano la città e ringraziare frettolosamente l’ex sindaco del lavoro svolto. A cui mettere a ciliegina sulla torta e dire “l’ho fatto io, l’ho fatto io”.
Se così non fosse Renzi dovrebbe rimettere Marino al suo posto e dargli l’opportunità di fare il suo lavoro, e di conseguenza passare bene davanti all’elettorato.