Pensiero numero centotrenta

Si arriva un poco in ritardo, ma ci si arriva. E la questione è sempre la stessa: la furbizia che paga subito. Uno può essere anche bravo a riuscire in qualcosa utilizzando magari dei trucchi. E poi averne tutto il guadagno che si merita. La domanda poi da porsi è una sola: quanto si può poi guadagnare nel lungo periodo?
C’è chi preferisce fare in modo che si guadagni sempre, in ogni momento. Ma si tratta molto probabilmente di persone che capiscono che il guadagno è in tutto e per tutto una curva gaussiana, che parte leggera e poi porta al massimo del percorso. Per poi declinare nella sua specifica natura. Per guadagnare sempre di percorsi ne devi aprire tanti…
Si vuol forse dire che il guadagno deve essere così progressivo? Più che altro la questione è che se non si rispettano certe leggi progressive, e furbescamente si preferisce spingere più del sopportabile, ci si ritrova da soli nella ricchezza, parlando di soldi, ma nella comunità e nel mondo poveri e senza possibilità di prosperare.
Meditare può forse essere utile…

Pensiero numero ottantasette

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Federal Reserve. Rialzo tassi d’interesse: borse in rialzo

Il tasso zero, a differenza di quanto si possa pensare, sembrerebbe non essere una condizione ottimale a creare ricchezza.
Perché la spintarella a dover coprire degli interessi con lo sforzo degli operatori di borsa, e non solo di loro, dovrebbe essere quello che fa la differenza per l’economia di un paese.
Molto probabilmente sarà difficile perdere l’abitudine al piattume degli anni passati. Soprattutto per quelli che nel piattume, nella stagnazione hanno creato la propria ricchezza.
Una ricchezza che, se vuole sopravvivere, dovrà mettersi su piazza e reggere lo stress di una contrattazione, o più di una.
E finita l’era dello stare fermi? Più che altro sembra essere finita l’era del non movimento, più che dello stare immobili ma allo stesso tempo circolare per vie particolari.

Pensiero numero settantasei

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Indagine Bankitalia: si è fermato il calo dei redditi

Molto probabilmente il sentore della statistica e quello della realtà stanno provando un brusco scollamento. Perché, anche se i consumi saranno più alti quest’anno, la povertà è ancora un grande spauracchio.
Forse lo spendere così elevato a Natale 2015 sarà semplicemente uno sfogo momentaneo. Prima del ricadere nel vortice dei sacrifici e dei caffè negati al bar e altrove.
Forse si è cercato di mettere evidenza il fattore più positivo con lo scopo di mettere in moto una spirale virtuosa, in cui potessero cascare i più repressi nello spendere.