Pensiero numero novantatré

lusso
Girovagando per librerie, come se fosse una novità, si possono trovare tanti spunti.
Oggi è toccato ad un autore famoso, tra le tante cose per un certo verso più importanti, per aver fatto lungamente l’ospite al fu Maurizio Costanzo Show prima della chiusura, quando ancora trasmetteva dal Teatro Parioli.
Stefano Zecchi è uscito, infatti, con un volume sul lusso. Il titolo è “il lusso”.
Già soltanto la quarta di copertina offre tanto. Figurarsi, forse, la lettura del libro…
Perché il lusso, a volte, è qualcosa in cui si cade senza rendersene conto, inconsapevolmente. Una spirale piacevole e piena di piacere sensoriale che appaga.
E se non si sta attenti, droga.
Beneinteso, i marchi di lusso non sono dei pusher. Sono gente che cerca di fare del commercio.
E quel commercio può fare piacere a chi ne è l’ultimo anello, cioè il consumatore. Perché vuole avere quello che il commerciante commercia. Ne è desideroso quasi atavicamente.
A volte facendo domandare, a chi vede dal di fuori, come è possibile un prezzo simile per della merce che altrove costa dieci, cento, mille volte meno.
Bisogna disertare i luoghi del lusso? Più che altro bisogna sapersi comportare, saper comprare. Avere un rapporto costruttivo con ciò che è bello. Perché, come lascia intendere nella quarta Zecchi, diventare un albero di Natale riempito a casaccio è un attimo…

Pensiero numero cinquantatre

FREESK1

La dichiarazione del venerdì

La domanda che sorge abbondantemente spontanea è se il Papa avrebbe potuto fare diversamente. Il polverone gigantesco scatenato dai due libri incriminati è stato un poco un mettersi sull’attenti rispetto all’opinione pubblica. Che si aspetta della coerenza tra un Papa che porta la croce di argento per risparmiare e una schiera di cardinali che sembrerebbe facciano diversamente. E qui non c’entrano gli scandali sessuali: qui è gestione monetaria.
Il fatto poi che non si capisca quale dei due ha la maggioranza nella rilevanza dell’attenzione pubblica è altro affare. Qui bisognerebbe mettere un punto fermo e dare alla gente, ai fedeli che non cercano del grillismo ma della regolarità, la chiarezza di quello che succede a quella moneta che mettono nel cestino o quel bollettino che pagano alla posta.
Niente di più, niente di meno.
Basterà l’intervista di Papa Francesco a mettere il famoso punto fermo?