Pensiero numero novantasette

Una volta c’erano donne che sognavano una storia d’amore con un prete. Perché “Uccelli di Rovo” (La scheda Wikipediacompra qui il libro) impazzava nelle televisioni.
Oggi ci si ritrova un buon prete di provincia che ha sempre la parola giusta e non fa mai delle gaffe. Come invece succede ai preti e ai prelati, di cui la cronaca più o meno ufficiale riporta.
Chissà perché la via di mezzo la trovi solo nella tua chiesa. Li si possono trovare, più o meno, parroci che affrontano il proprio territorio e cercano di essere all’altezza dei loro parrocchiani.

Magari guardano pure loro il prete più famoso d’Italia, dopo Papa Francesco, su Raiuno…

La notizia © Corriere della Sera

Pensiero di Natale 2015

Si potrebbe cominciare dicendo che a Natale ci si deve volere più bene. Ma non è il momento. L’Isis incombe…
Non vuol dire che non bisogna volersi bene, ma che un distinguo è necessario.
Bisogna saper voler bene a fette, se proprio bisogna trovare una definizione. E a chi ci vuole male, contrariamente alla morale cristiana, saper dire che non serve a nulla volersi male. Che la si cerca bella e buona.
Per il resto, c’è chi il Natale l’ha passato lavorando. Tanto la Vigilia quanto la mattina Natalizia.
A scanso di sembrare il Papa che manda gli auguri, un saluto e un ringraziamento speciale a tutte quelle persone che hanno reso il Natale di tanti loro concittadini un bel momento da ricordare.

Pensiero numero cinquantatre

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La dichiarazione del venerdì

La domanda che sorge abbondantemente spontanea è se il Papa avrebbe potuto fare diversamente. Il polverone gigantesco scatenato dai due libri incriminati è stato un poco un mettersi sull’attenti rispetto all’opinione pubblica. Che si aspetta della coerenza tra un Papa che porta la croce di argento per risparmiare e una schiera di cardinali che sembrerebbe facciano diversamente. E qui non c’entrano gli scandali sessuali: qui è gestione monetaria.
Il fatto poi che non si capisca quale dei due ha la maggioranza nella rilevanza dell’attenzione pubblica è altro affare. Qui bisognerebbe mettere un punto fermo e dare alla gente, ai fedeli che non cercano del grillismo ma della regolarità, la chiarezza di quello che succede a quella moneta che mettono nel cestino o quel bollettino che pagano alla posta.
Niente di più, niente di meno.
Basterà l’intervista di Papa Francesco a mettere il famoso punto fermo?

Pensiero numero trenta

Photo © http://www.cercoiltuovolto.it/

Il messaggio del Papa contro la rigidità e pro misericordia

Ci sono volte in cui i pensieri sono superflui, vista la forza delle parole che vengono dette. Anche a dirle fosse il più semplice degli uomini. Il meno importante e influente possibile.
Quello del Papa di oggi è uno di quei casi.

Pensiero numero ventidue

Il Papa parla alle Nazioni Unite

Si riprende quanto detto nell’editoriale del sabato sul Blog di Matteo (L’editoriale del sabato).
E si può aggiungere che un tavolo delle Nazioni Unite su come si deve essere adeguati alla sopravvivenza degli uomini è abbastanza impellente. Più di tanto tempo fa, ci deve essere una direzione con cui creare una strada che permetta agli uomini di non essere in balia dei governi come successo in Ungheria dove si è ricorsi ai muri per bloccare una cosa abbastanza comprensibile come le migrazioni. Si dice “abbastanza” perché non ci si può nascondere dietro il dito del fatto che per tutti al mondo funzione l’acronimo “NIMBY”, che tradotto in italiano vorrebbe dire “non nel mio giardino”.
Le migrazioni dovrebbero avere anch’esse delle regole, altrimenti ciascuno si obbliga a seconda delle condizioni in cui si trova al momento. E la vita umana di queste persone che migrano ha una sua sacralità, se non rispettabilità, che si deve guardare.
A presto si potrebbe salutare la notizia per cui all’Onu non va solo Malala a protestare ma c’è la spinta dei membri stessi a cercare una soluzione al fenomeno delle migrazioni. Ma un presto simile esisterà soltanto quando ci sarà meno “NIMBY” e più “IMBY”, cioè “nel mio giardino”.

Pensiero numero ventuno

Il Papa parla al Congresso Usa

Si spera che la pena di morte possa essere solo un ricordo. E che nessuno ne abbia ricordo al punto da non doverla più appioppare a qualcuno.

Photo © La Stampa

Pensiero numero sette

La Chiesa apre le porte delle sue parrocchie ai migranti

C’è solo una cosa da dire in questo caso: la società italiana, principalmente, e poi quella europea, prendano atto che la migrazione supera il fatto dei migranti. Ciò vuol dire che c’è uno spostamento in atto e ci si deve attrezzare legislativamente ed economicamente per tenere a bada il tutto.
In questo momento la Germania e pochi altri paesi stanno vedendo una opportunità piuttosto di una disfatta nei migranti. Si capisca, e magari loro lo hanno capito in pieno, che vale il detto “piegati giunco che passa la piena”. Non si lasci a se stante un problema sostanziale e substanziale a cui magari qualcuno aveva detto qualcosa a riguardo: in quanto comunità libera si vede in essa quello che all’inizio del ventesimo secolo si vedeva nei grandi continenti come l’America e, anche se più piccola, l’Australia.