Pensiero numero centoquattro

Intervista a Umberto Eco

Come sempre accade, le librerie vengono prese d’assalto quando muore uno scrittore.
In questo caso la cosa potrebbe non succedere, visto che lo scrittore in questione era uno dei più famosi e diffusi.
Ma anche fosse, è sbagliato farlo?
Cioè: una libreria presa d’assalto per un autore morto vale la capacità di lettura di un singolo paese?
Io non credo che faccia alzare la media in generale.
Ma almeno qualcuno diverso tra gli abituee saprà qualcosa di nuovo su chi non c’è più…

Pensiero numero cento

Cittadino friulano ritrovato in un fosso al Cairo, era scomparso

Per la maggiore si dice sempre, a chi ha una laurea e deve affacciarsi al mondo del lavoro, deve iniziare a mettere a frutto il proprio sapere, di non restare in Italia, dove va avanti il sistema nel modo conosciuto. Ma chissà perché quando succedono queste cose, la stessa immediatezza e foga nel fornire il neolaureato di questa informazione finiscono direttamente nel gabinetto.
Si tratta di una realtà che non esiste ovunque, quella dove è successo il fatto. Ci sono paesi in cui certe cose non accadono…
Oppure no?
E poi si può tranquillamente dire che se non restassero persone nel paese, il sistema non potrebbe funzionare. Non esisterebbero testimoni che perpetuano la tradizione e offrono alle “nuove leve” la lieta novella.

Basterebbe così poco per essere un grande paese. Dove i “baroni” restano tali perché hanno tanto da insegnare. Anche ai talenti di natura, perché senza fondamenta o senza quel qualcosa che solo un capo esperto, e a volte un po’ str**zo, sa mettere in atto.
E poi insegnare anche a chi, dall’estero, verrebbe a imparare il mestiere. Perché a casa propria non si è abbastanza bravi. Perché si invidia la realtà italiana al punto da scappare dal proprio sistema. In certi casi troppo stretto, In altri senza tutela o senza guide mature.