Pensiero numero centotrentaquattro

Quanto torna il proprio sentire le persone? Perché in fondo tutti noi siamo trasmettitori di sensazioni, anche quando non ce ne rendiamo conto. E la cosa che sarebbe bello conoscere è la quantità e la qualità di quello che il nostro cervello, la nostra pelle e il nostro cuore trovano nel cuore, nella mente e sulla pelle di chi ti sta davanti.
Di certo esistono delle discipline e dei corsi per tutto ciò, ma la cosa davvero buffa è che non li fanno standard nelle scuole per i ragazzi. Se magari loro sapessero che certo bullismo fa male, certo stalking non provoca altro che dolore magari non lo farebbero, e nemmeno lo penserebbero…

Pensiero numero centotrentadue

Uno si dovrebbe chiedere da dove vengono i soldi quando vengono spesi. Dovrebbe fare le pulci quando un governante mette mano ai conti di di Stato e dice, e progetta, e annuncia, e propone a chi lo ascolta quello che vuole fare con quei soldi.
Però dopo ti dici che non c’è modo migliore per farsi dei nemici. Perché la gente preferisce che i soldi vengano spesi. Non si vuole sapere se quei soldi sono sostenibili per la contabilità di un paese o meno.
In realtà alla gente il pensiero di dover contare i soldi non piace.
In realtà la gente preferisce la vita allo stare attenti quando si mette mano al portafogli. Perché la vita è molto più piacevole, più affascinante.
E soprattutto c’è sempre qualcuno che paga: pantalone.
O meglio ancora si sa che… qualche santo provvederà.
Se solo si capisse che si può essere felici anche senza fare il passo più lungo della gamba.
Senza credere che i debiti vadano pagati e non lasciati a chi viene dopo.
Una vita equilibrata, produttiva: non è un sogno…

Pensiero numero centotrentuno

Se sei una donna, è come se tu fossi maledetta, pur se non come in passato.
Gli uomini fanno gli uomini. E dalla loro hanno la fratellanza e il machismo.
Le donne hanno la loro sorellanza. Ma la muscolatura degli uomini non riescono a tirarla fuori.
Ci si prova a fare in modo che esista la parità, ma molto probabilmente nelle loro palestre i maschi cercano in tutti i modi di delegittimare l’altra parte del cielo.
E’ come se ci fosse l’obbligo di distruggere quel tanto che basta le femmine. Quel tanto da lasciarle in casa a fare la maglia e da mangiare.
Se solo le donne facessero capire a tutti quegli uomini che le camicie non si stirano da sole, le donne di servizio non ‘servono’ soltanto a soddisfare quei bisogni istintuali momentanei che la moglie si rifiuta di accontentare, e che una casa non si tiene in ordine da sola, che magicamente le mutande non finiscono nel cesto della biancheria volando autonome, forse il rispetto sarebbe diverso.
Forse non esisterebbero governanti che si fanno forti dell’essere dei machi.
Forse ci sarebbe più indignazione quando una donna muore per mano di suo marito…

Pensiero numero trentasei

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Possibili divisioni tra PD e Alfano per le Unioni Civili

Qual’è la paura di Alfano? In fondo, se nella società civile ci sono maggiori tutele, la società stessa può produrre più di quanto farebbe senza quelle tutele. E Non c’è nulla di sbagliato nel dire che un padre e una madre sono un diritto di tutti i bambini. Ma principalmente a quello ci deve essere l’affetto. E di affetto ci sono orfanotrofi pieni di bambini che un briciolo di affetto da un genitore se lo aspettano, se non lo stano aspettando da tanto tempo.
Non si vuole fare del pietismo fuori luogo. Ma adozioni a parte bisogna vedere che esistono bambini che del padre o della madre che li ha messi al mondo non possono interessarsi perché la loro vita è con due mamme o con due papà. Trattandosi in molti casi di uteri in affitto o donatori di seme che hanno fatto la stessa cosa con decine di persone e non possono avere a che fare con tutti i bambini da loro messi al mondo.
Alfano combatte per dare ad un bambino quello che serve per crescere ed essere una persona a tutto tondo. Quella fetta di società civile pro Unioni Civili deve fare di più: deve spiegare che la cosa essenziale è che i genitori esistano. Il sesso se è uguale non cambia: l’affetto è la cosa importante…

Pensiero numero trentacinque

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Oggi la consegna delle dimissioni di Marino da sindaco della capitale

Questo fatto fa semplicemente pensare che si voglia lasciare le mani della città eterna a persone più responsabili. Nel senso che si accollino tutta la responsabilità del Giubileo soprattutto a fronte di una impresa titanica come quella di rimettere in piedi Roma. Renzi è davvero un bravissimo fiscalista, sapendo fare attentamente i suoi conti: dopo il Giubileo si potrà tranquillamente riprendere in mano la città e ringraziare frettolosamente l’ex sindaco del lavoro svolto. A cui mettere a ciliegina sulla torta e dire “l’ho fatto io, l’ho fatto io”.
Se così non fosse Renzi dovrebbe rimettere Marino al suo posto e dargli l’opportunità di fare il suo lavoro, e di conseguenza passare bene davanti all’elettorato.