Pensiero numero ventisette

Strage in Oregon in un campus

Molto probabilmente è difficile liberarsi di un passato di libertà delle armi e di difesa di se stesso come singolo tra i singoli. E vivere in un paese dove per avere un’arma ci vogliono dei vincoli legali non aiuta la comprensione, data l’alterità completa.
Ma si può comunque provare a spiccicare parola.
Non si capisce come mai ci sia tutto questo stragismo. Forse sono i media che fanno da risonanza a certi eventi e non ad altri. Come potrebbe essere un serio studio che valuta quanti ammazzamenti in un anno vengono messi in atto in un paese e poi viene stilata una classifica per capire chi davvero sia il paese delle morti se non delle stragi.
Classifiche a parte, non si può che dare adesione al Presidente Obama, che ha chiesto tutto l’aiuto possibile per salvare la sua gente da squilibrati di vario tipo e per non essere quello che fa le condoglianze ogni volta.
Le condoglianza sono poca cosa. Ma comunque il movente per cui ci si stufi di fare sempre la stessa cosa e di doverla fare continuamente è un passo avanti per la comprensione planetaria, appioppabile a qualsiasi altro Capo di Stato, che un presidente dovrebbe partecipare a battesimi, e non a funerali.

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