Pensiero numero novantadue

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In commercio i cannoni che tolgono l’inquinamento dall’aria

Tanti in bocca al lupo alla Cina, che pensa di evitare il problema dell’inquinamento togliendo quello delle città e non quello del paese intero.

Pensiero numero ottantotto

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Nuovo allarme inquinamento aereo a Pechino, 4 giorni di chiusura

E’ abbastanza inutile dirlo, ma non si può sempre sperare in madre natura per la risoluzione dei problemi di inquinamento. La pioggia può lavare l’aria fino ad un certo punto. Per il resto è l’uomo che ci deve mettere le mani.
L’inutilità sta nella tendenza umana a inquinare senza limiti. Quindi è come schiaffeggiare qualcuno con una folata di vento: non si ottiene nulla.
Si vorrebbe invece ottenere un risultato che dia valore aggiunto ad un ambiente, cittadino o meno.
Perché la vivibilità, scordandoselo abbondantemente, attira gente e quindi attira valore.
Se la gente può prosperare all’interno di una città o in un ambiente lavorativo, la gente accorre.
E’ lo stesso motivo, al contrario, per cui dall’Italia ci si allontana: non offre prospettive lavorative.
Quindi dare aria pulita ad una persona, oltre all’acqua e alla civiltà, sicuramente aiuta ad avvicinare quella persona ad un paese piuttosto che ad un altro.
Dovrebbero pensarci, certi governanti.

Pensiero numero ottantasette

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Federal Reserve. Rialzo tassi d’interesse: borse in rialzo

Il tasso zero, a differenza di quanto si possa pensare, sembrerebbe non essere una condizione ottimale a creare ricchezza.
Perché la spintarella a dover coprire degli interessi con lo sforzo degli operatori di borsa, e non solo di loro, dovrebbe essere quello che fa la differenza per l’economia di un paese.
Molto probabilmente sarà difficile perdere l’abitudine al piattume degli anni passati. Soprattutto per quelli che nel piattume, nella stagnazione hanno creato la propria ricchezza.
Una ricchezza che, se vuole sopravvivere, dovrà mettersi su piazza e reggere lo stress di una contrattazione, o più di una.
E finita l’era dello stare fermi? Più che altro sembra essere finita l’era del non movimento, più che dello stare immobili ma allo stesso tempo circolare per vie particolari.

Pensiero numero ottantasei

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La notizia: E’ morto ieri notte Licio Gelli

Quando muore qualcuno, c’è una mancanza. Anche se si tratta di un nemico dell’ordine costituito, è una mancanza.
Il motivo è molto semplice. Perché se un nemico scompare, un altro può affacciarsi nella mancanza creata dal suo rivale.
E non è un fatto da sottovalutare.
Non si sa chi si affaccerà sulla scena dopo la morte di Gelli.
L’importante è che non faccia troppi danni irreparabili.
Del paese e delle sue istituzioni ce n’è un grande bisogno. Meno distruzione esiste, più si può rendere riparabile la situazione dopo i danni.

Pensiero numero ottantacinque

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Debito pubblico record: più di 2200 miliardi di euro

La cosa strana è che, al mondo, esiste un paese con un deficit altissimo, più alto di quello italiano. Ma non per questo non è una potenza mondiale. Si tratta del Giappone.
In quel paese la percentuale di deficit è sopra diverse centinaia di unità. E nonostante questo vivono la propria economia come qualsiasi altro paese con meno deficit.
In Italia ci si lamenta tanto dei difetti dell’economia. Se magari ci fosse più informazione su altre realtà con più problemi di quella italiana, gli italiani avrebbero magari più possibilità di fare un lavoro migliore. Perché conoscerebbero cose che altri paesi più ‘inguaiati’ mettono in pratica per scongiurare un tracollo economico.
Il principio è uno solo: di necessità, virtù.

Pensiero numero ottantaquattro

Festival-di-Sanremo-2016

Ecco i venti big di Sanremo 2016

Si tratta di un conduttore che ha saputo costruire una squadra davvero ben funzionante tra regia e direzione musicale. Senza tralasciare le figure minori di una produzione televisiva.
Ha avuto e ha un grosso e grande successo tra gli spettatori.
E solitamente vige il proverbio “squadra che vince non si cambia”.
Ma dopo il risultato dell’altro anno, si può davvero sperare di fare meglio?
Controprogrammazione a parte, oggi l’offerta televisiva non è più la stessa ieri. Ma basta guardare anche solo all’anno passato. Sono nati nuovi modi di intrattenere un pubblico, visto che lo scopo primario di chi fa intrattenimento è fondamentalmente quello. E questi nuovi modi talvolta esulano la visione del DTV, cioè la televisione in chiaro.
Se non ci fossero i media che vanno a caccia delle canzoni e degli artisti e di tanto altro legato al Festival, la Rai a inizio anno dovrebbe inventarsi qualcos’altro per fare ascolto.

Pensiero numero ottantadue

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Giochi a premi: stop agli spot pubblicitari

La pubblicità è l’anima del commercio. Però in questo caso si può dire è che un tantino esagerato…
La salute delle persone la si può minacciare anche pubblicizzando il troppo cibo, se questo diventa il compensativo di insoddisfazioni personali. Ma almeno questo divieto, come azione per una maggiore salute pubblica, non è sbagliato.
Per tante categorie ci sarà una informazione di meno su qualcosa che si vede dappertutto. Ma per tante altre, che fuori da quegli orari, a volte, cercano ristoro per la propria inquietudine, non ci sarà altro che la vecchia normalità.
La notte, televisivamente e radiofonicamente parlando, è ricchissima di pubblico. Non vale per tutti il fatto di finire a letto come le galline, cioè alle 22 dell’emendamento. E proprio quelli possono essere i soggetti più delicati.
Non si tratta di dire che il gioco è sbagliato. E’ sbagliata l’educazione che se ne da. Principalmente da chi quei giochi li fabbrica, li tutela e li distribuisce.
Di certo gli esercenti singoli qualcosa fanno per non dilagare nella disperazione. Ma sono gocce nell’oceano. Ci vuole un fiume tumultuoso, in questo caso…

Pensiero numero ottantuno

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Nel Bhutan si punta a preservare foreste per sempre

Forse, tra tutto il vociare e chiacchierare e discorsare della Conferenza di Parigi, la voce del Re del Bhutan avrà lasciato un segno.
Quel buon esempio cercato da qualcuno.
Perché non si può negare che questo atto è una goccia nell’oceano. L’inquinamento mondiale è troppo grande per poter contare su un polmone verde di queste dimensioni.
Dovrebbe essere obbligatorio per ogni paese avere una quota di area verde all’interno dei propri confini.
Sarebbe un costo, per alcuni. Oltre che di manutenzione, anche di combattimento contro quell’esercito di piromani sempre pronti a fare tabula rasa ogni estate.

Chissà come mai non fanno abbastanza scandalo certi servizi televisivi di telegiornale dove si mostra la deforestazione da incendio.

Pensiero numero settantanove

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San Pietro: oltre duemila agenti e metal detector per il Giubileo

Sicuramente, anche se non bisogna abbassare la guardia, l’Isis sarebbe uno sciocco a far saltare una polveriera tanto grande quanto quella del Vaticano.
Il motivo è presto detto: i pellegrini in viaggio sono anche cittadini extra-italiani, arrivando perfino a dire extra-europei.
Colpire il cuore della cristianità, magari colpendo il Papa o il Papa emerito, non sarebbe altro che scatenar un vespaio fuori dalla portata di un Isis piccolo, anche se in espansione. Significherebbe lanciarsi addosso troppi paesi del mondo, che non dovrebbero fare propaganda come fa l’Isis per motivare i propri uomini, bastando i conterranei morti. E pur con tutte le celle terroristiche dormienti possibili, la gente, compreso chi sta scrivendo – che dalla battaglia culturale ci metterebbe un secondo, o meno, a cambiare idea, si scaglierebbe contro tutto quell’Islam che gli vive in casa e farebbe tabula rasa.
A questo punto della questione, le cose da fare sono due, di cui una da far fare: o l’Islam civile, se così lo si può chiamare, fa una sana rigettata di tutta quella gente che infanga il loro Dio con un uso strumentale della religione, oppure si innescherebbe una serie di guerre civili troppo dispendiose per tutti i fronti che le combatterebbero. E li si aprirebbero davvero le danze.
Per togliere di mezzo il problema a livello mondiale basterebbe poco, da parte di tutti gli interessati. Evitando magari una guerra generale senza motivo. O delle guerre intestine senza ne capo ne coda, visto che si tratterebbe di gente combattente assolutamente volenterosa di vivere la propria vita e basta.