Pensiero numero cinquanta

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Messina nuovamente senz’acqua

Non viene da pensare quanto sia fragile la vita dell’uomo?
Per un certo verso non ci se ne rende conto. Basta un piccolo particolare per rendere la vita un inferno. Perché infatti quelle persone che vanno alle autobotti con le taniche di certo non potranno lavarsi con la stessa frequenza con cui si lavano con l’acqua corrente.
Perché infatti tutti quegli esercizi che lavorano con l’acqua come i bar o i parrucchieri o tutti gli altri, cioè quasi tutti quanti nel mucchio, non possono lavorare e devono chiudere o sopperire in malo modo.
Tanto per dirne una: ma un barista come fa a fare un caffè se l’acqua non gli va nella macchina dei gruppi?
E di chi è la colpa? Della disorganizzazione generale, per cui se si sa che ci sono delle problematiche simili si fa in modo di avere delle riserve pronto uso per casi come questi…
Come quando si sa che la corrente può andare via e si tengono le candele in casa per riuscire a vederci anche al buio. O magari si mettono le luci a batteria che si ricaricano quando l’impianto funziona e funzionano quando la luce si stacca…

Pensiero numero quarantasei

acqua

Messina è senza acqua

Può sembrare davvero paradossale, ma certe volte, come questa, si rimpiangono alcune opere murarie di epoca romana che servivano ad accumulare acqua e a non farla mancare ai propri cittadini.
Certamente si sono fatti dei passi avanti dall’epoca dei romani. Si è scoperto che l’acqua deve essere sempre in movimento altrimenti può creare dei danni a livello di salute. Si è scoperto che non tutti i metalli sono adatti alla costruzione di acquedotti o di tubature per l’acqua.
Ma è normale che nel ventunesimo secolo esista ancora la fila con le taniche alle autobotti?