Pensiero numero centodiciassette

Per un certo verso, anche i sindaci dovrebbero avere un decalogo ed una deontologia. Come i medici che giurano con il giuramento di Ippocrate.
Non c’è poi tanta differenza tra un dottore e un sindaco, sotto il profilo dell’essere un pubblico ufficiale.
Ma poi bisogna pensare alla città e non solo al sindaco. I cittadini dovrebbero avere qualcosa a cui appellarsi se il proprio sindaco manca al giuramento che fa verso i propri amministrati.

Bisognerebbe pensarla più a fondo.
Ma la base di partenza, subito nella discussione, è che il Leviatano può essere o meno sorpassato da qualcosa che agisca più efficacemente dell’assemblea dei cittadini.
E’ come se ci fosse la necessità di un controllo maggiore passo dopo passo. Per evitare quelle indecorose foto del neosindaco che si fa scortare in bicicletta da due vigili o non usi una auto del comune per i propri spostamenti.
E’ tutto ammirevole, ma non ha tutti i torti la candidata dei Cinque Stelle che mette l’amministrazione disastrata della città per cui si candida tra le priorità di azione.
La domanda adesso è: come agiranno gli altri candidati?
E poi: da chi dovrebbe partire l’input per un eventuale decalogo del buon sindaco?

Pensiero numero venti

Medici minacciano lo sciopero per il decreto “Esami inutili”

Chissà come mai, quando c’è da fare cassa si taglia la sanità secondo una logica che ogni volta si rinnova e si trasforma. Nulla c’è contro il Governo che è pagato per fare i nostri interessi. Ma nemmeno nulla contro i medici che non sbagliano a protestare contro la propria classe dirigente, che è anche la nostra, per le complicazioni a cui si va incontro quando non si hanno i mezzi adeguati per lavorare correttamente.
Si potrebbe pensare che un taglio come questo non sia tanto problematico. Ma lo si pensa perché si è in salute e buona costituzione, per usare una accezione medica. Quando si deve cominciare a fare controlli, e non si può perché la legge prevede che prima di arrivare ad un determinato esame, nel caso vincolante la guarigione, bisogna andare per gradi allora si vedrà quanto l’opinione pubblica è tranquilla. E quanto si darà addosso al Governo.
I medici, dal canto loro, anche se super-impegnati dai propri pazienti, potrebbero fare del puro mercantilismo al ribasso per la propria platea di pazienti. Come? Cercando convenzioni con il privato: garantendo una soglia di pazienti necessitanti l’esame, e quindi trattando a tavolino con il privato un prezzo di favore. A debiti conti fatti, questa sarebbe una cosa che per un verso allontana sempre più il pubblico dal paziente. Mentre invece per l’altro verso avvicina al privato e alla sua giungla di agevolazioni e tariffe se si è soci di una casa piuttosto che di un’altra. Ma alla fine porta avanti il carrozzone delle cure mediche, quando il pubblico tira i cordoni della borsa.

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