Pensiero numero centocinquantaquattro

Prima di cominciare a fare qualche cosa è giusto pensare ai pro e ai contro. Perché nel caso in cui un pro e un contro siano di troppo nella scelta che uno deve fare, è bene sempre comunque evitare quella scelta. E quella scelta farebbe ottenere il pro che si vorrebbe ma porterebbe ad avere contro dannosi non solo per se stessi ma anche per tutti quelli che ci stanno intorno.

Pensiero numero centocinquantatre

Non si può credere a qualcosa fino a quando veramente non la si è provata sulla propria pelle. Perché credere a prescindere o credere per parola altrui non è sempre la cosa migliore. La parola altrui è condizionata da un esperienza altrui e quindi è qualcosa di altrui per principio. Non è una cosa propria. Tutto ciò che deve appartenere deve essere proprio come le esperienze, come gli errori e come tutto il resto di cui è costellata l’esistenza.

Pensiero numero centocinquantadue

Difficilmente ci si rende conto di quanto può essere facile alle volte ottenere qualcosa dall’esistenza. Non è necessario cercare il pelo nell’uovo in tante situazioni, ma basta semplicemente provare a sintonizzarsi sulle frequenze dell’esistenza personale senza mai tralasciare il fatto che la propria vita, il proprio cuore, le proprie esperienze e le proprie credenze sono la base portante della propria evoluzione e del proprio sviluppo a 360°.

Pensiero numero centododici

Se siamo in guerra o meno non si sa.
Si sa soltanto che ci sono delle persone che non ci vogliono bene. Anzi: ci vogliono molto male.
Se ci volessero bene, o per lo meno ci rispettassero, non farebbero esplodere la loro gente nel continente. Non farebbero strage di vite umane in nome di non si sa che cosa.
Perché alla fine non si sa nel sentire comune quale sia l’ideale di tutta questa gente.
Ad una rapida occhiata sembrerebbe il potere. La paura da istillare nel proprio vicinato geografico.
Trionferanno?
Difficile dirlo. Perché sotto sotto, tra le ceneri del bivacco, la gente locale è arrabbiata e odiosa verso tutta quella gente che sta cercando un posto al sole sul territorio dei locali e si trova addosso la disgrazia di essere quasi uguale agli attentatori.
Odio contro odio? O è forse meglio dire “odio contro voglia di potere”?
Alla fine però, come ha detto Makkox a “Gazebo” in uno dei suoi racconti disegnati, la cosa migliore è prendere un gessetto e testimoniare la propria indifferenza a tutti quegli imperialisti che vogliono in terrore intorno a loro.

Pensiero numero centonove

C’è tanta gente che spera in un raggio di sole.
E sono tutte persone che viaggiano da un capo del mare all’altro.
Sono forse il prezzo dell’orgoglio? Si paga il fatto di sentirsi il miglior modo di governare il tempo e lo spazio e la civiltà?
In fondo non c’è della cattiveria. C’è una speranza. E la volontà di dare un modo migliore di vivere la propria vita in mezzo agli altri, oltre che un mondo migliore…
Magari hanno ragione quelli che dicono che tutte queste genti non c’entrano nulla con loro.
Magari ci si approfitta di una way of life e di pensiero della persona in quanto singolo. Insomma: ci si marcia…
E poi se ci si mette che si viene praticamente lasciati soli ad affrontare il problema, non si può negare che il cittadino comune non si sente tutelato, sicuro.
Si può dimenticare che la delinquenza è il primo approdo per la sopravvivenza per tanti uomini e donne che sono spinti da un sogno, una speranza?
E come canta una cantante:

cielo se mi senti almeno tu,
lascia che sia un angolo di blu