Pensiero numero novantasei

C’è qualcuno che ha detto la seguente cosa, molto saggia:

Per sconfiggere la libertà di opinione è stato sufficiente inondare dappertutto di libertà di opinione.

In un certo senso, se ci si pensa, quando qualcosa manca basta darne in abbondanza e il gioco è fatto. Perché è lo stesso principio del riempire un lago di barche, per non togliere la libertà di movimento nelle acque. Il lago rimane lo stesso, ma alla fine non si trova la vera barca che lo naviga, essendocene tante.
Si spera che questo meccanismo non tolga una cosa importante, parlando di libertà del pensiero: la volontà di comunicare. Può esserci la varietà più assurda di mezzi di comunicazione, ma se non c’è nessuno che vuole dire qualcosa, possibilmente di senso compiuto, è un lavoro inutile tenere in vita server e siti internet.
Se nessuno compilasse un blog su questa piattaforma cosa succederebbe?

Pensiero numero sessantasette

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La domanda del lunedì

Il terrorismo fa paura. Purtroppo. Ma più che altro può far paura ai terroristi stessi, che alle volte tengono troppo alla loro vita per farsi saltare in aria.
Perché bisogna pensare, e tenere bene a mente, che un terrorista, tra le altre cose, è un uomo. Con pregi e difetti. Con forze e debolezze.
E sono soprattutto le debolezze quelle su cui agiscono le forze dell’ordine. Sono il grimaldello su cui fare leva per scongiurare dei danni eventualmente amplificati dai mezzi di comunicazione che, per carità fanno il loro dovere. Ma per qualche spettatore un poco guerrafondaio, o troppo amante delle armi, certe notizie non sono altro che lo stimolo per imbracciare un fucile e fare una guerra anche solo nel proprio quartiere. Alle volte, per la maggior parte, contro persone che non c’entrano nulla.
Evitare le notizie? Giammai. Sono certe volte proprio i telegiornali quelli che aiutano a capire. E soprattutto aiutano i terroristi infedeli, cioè quelli che non hanno fatto il loro dovere fino in fondo, a non perdere la bussola.
E magari a cadere in qualche trappola per catturarli….

Pensiero numero sessantacinque

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Stretta sul Trattato di Schengen

Non si può negare che uno scenario diverso non fosse prospettabile. Magari è meglio che vada in questo modo. Con una revisione di un trattato che, come tutte le leggi, ha un punto debole, il quale se scoperto è sfruttabile.
Bisogna però stare attenti che poi non si impedisca una corretta, più che libera, circolazione della cittadinanza. E la questione sta nei termini di, giustamente, gestire un controllo di chi circola nell’area Euro. Perché se è vero che ci possono essere dei terroristi che vanno fermati ed identificati, è vero anche che ci sono milioni di cittadini che, per lavoro o per svago, hanno bisogno di muoversi senza eccessivi impedimenti.
Detto più semplicemente: giusto il controllo ma no a frontiere modello Germania della Guerra Fredda.
Sta poi a chi ci governa valutare e soppesare, tanto nelle revisioni dei trattati quanto nello sguinzagliamento di forze dell’ordine. E soprattutto sta a chi ci governa capire che prima di tutto viene la testa delle persone. Che è quella parte di una popolazione ciò su cui bisogna intervenire. Che le bombe e la polizia super potenziata, storicamente e logicamente, non hanno mai fatto molti passi avanti nella cultura e nel comportamento di una civiltà.

Pensiero numero sessantaquattro

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Si progetta l’apertura dei controlli in area Schengen

Nel Blog di Matteo si è fatta una domanda precisa. Qui si vuole fare un passo diverso. E cioè andare a scavare dove maggiormente si pesca per costruire una trasmissione televisiva: in mezzo alla gente.
Quasi tutti hanno visto, in questi giorni, i cronisti dei programmi televisivi andare nei quartieri delle città dove la presenza di musulmani è maggiore e chiedere riguardo i fatti di Parigi.
Cosa c’entra questo con le frontiere? Un attimo di pazienza…
Per la maggiore viene fuori che, magari con un senso di selezione del materiale registrato, i terroristi hanno fatto bene a fare quello che hanno fatto. Cioè gli intervistati dichiarano dei concetti simili. Bisogna togliere gli italiani da questo insieme, dato che la risposta per la maggiore è fare giustizia dello straniero. Ma non è forse questo tipo di sentire comune che può aver influenzato chi ci governa?
Bisogna chiarire: non si tratta di una influenza diretta. Ma molto indiretta. Perché se un cittadino viene dipinto come il combattente che ogni giorno deve respingere l’avanzata dello straniero, allora si può ben pensare che è il momento di “abbassare la saracinesca”.
Naturalmente non si può chiudere e basta. Però qualcosa bisogna fare.
Come stanno facendo i governanti UE.
Non è sbagliato, dopo quello che è successo a Parigi il 13 novembre, fare delle ipotesi. Ma bisogna anche pensare al territorio, non solo ai confini. Si può fare la palizzata più alta del mondo per il proprio gregge. Se però il cane da guardia e il pastore non si capiscono, se il pastore gira lo sguardo al suo gregge, la palizzata non ha nessun senso, perché i lupi e le volpi troverebbero un modo per passare.

Pensiero numero undici

Gatto salvato da biker in America

Sotto un certo aspetto, anche il mondo animale ha bisogno di essere raccontato. E’ gravissimo l’affaire migranti, ma il sito del quotidiano “La Repubblica” sa perfettamente che quando tu informi qualcuno non puoi soltanto propinargli delle notizie serie. Ma devi anche essere leggero con una strizzatina d’occhio a quelle cose che fanno dire un “aaaaaahhhhh” di rilassamento e fanno sospirare di carineria.
Non si può dire con questo che “Studio Aperto”, il telegiornale di Italia1, sia una eccellenza dell’informazione: è un telegiornale che fa il proprio mestiere, senza sognarsi assolutamente di combattere a suon di ascolti con un colosso come il TG1.
Bisogna trovare la mezza misura. E la quotidianità può aiutare a trovarla: se da una parte si passa la settimana di turno con una sfilza di morti ammazzati o con frane e alluvioni, può far piacere sapere che un essere vivente di meno sulla Terra non ha la sua razione di affetto e di amore. Quando un animale trova un padrone a cui fare affidamento non si può che essere felici.
Basta solo che il padrone sia rispettoso delle leggi che vigono in materia di animali. E non prenda il proprio “amico” come il bastone a cui tirare calci perché si è oltraggiati dalla propria vita.

Pensiero numero dieci

Stop degli Usa per il 11/9 memorial

Facendo due conti, chi è nato nel 2000 e circondanti non sa assolutamente nulla di quello che oggi si ricorda, anche se tradizionalmente con i media vari. Non si sa che tutto d’un tratto il mondo libero dell’America si ritrova ad aver avuto se stessa come un colabrodo. Dove tutto passa e dove volare può essere un rischio per i passeggeri, visto che chiunque, con un minimo di organizzazione, può dirottare degli aerei.
Oggi il nuovo dramma sono le persone che fuggono dalla guerra. E che hanno trovato la loro America nell’Europa dell’Italia, loro approdo. Della Germania, che sbandiera ai quattro venti la sua potenza economica e adesso non può fare altro che accogliere tutta questa manodopera a basso costo, sperando lo sia. Della Francia, che prima inizia i raid e poi si ritrova sola a fare tutto il lavoro.
Si potrà mai avere un briciolo di tranquillità per i commentatori, o ci si troverà sempre a parlare di chi attacca chi e via dicendo?

Pensiero numero otto

I consumi crescono di nuovo

Se questa cosa fosse vera nella realtà, e si dice un questo modo perché pur di ridare fiducia nei consumi si dice una cosa ma si toglie il resto più importante, allora si può sperare bene. Ma siccome quando si dice in questo modo il portafogli magicamente viene ad aprirsi, bisogna dirsi di stare attenti perché finire lo stipendio prima del 27 del mese è una volata.
Non bisogna, però, con questo mortificare la propria voglia di spendere e di arricchire la propria vita con elettrodomestici o altre cose che semplificano l’esistenza, se non gustarsi una consumazione ad un bar o in un ristorante.
Spendere è una cosa normale, anche se parzialmente comprensibile, in un sistema economico.
Ma è importante sapere sempre quanto si può spendere dei propri averi per non ritrovarsi davanti alle spese essenziali e aver stupidamente buttato i propri soldi nella diavoleria tecnologica del momento. Con cui la spesa alla cassa del supermercato o le bollette all’ufficio postale non puoi pagare.