Pensiero numero centoventi

Il tempo della lettura è qualcosa che nasce a qualsiasi età. Un poco meno da adulti, ma può nascere…
La lettura, pur se nel volgo popolare considerato esercizio da sfigati – e per questo la persecuzione è forte e profonda – ha un buon nascere quando si è bambini, ragazzi. E ci si sbaglia se si crede che sono pochi i libri per ragazzi. Tolti Salgari e i romanzi femminili…
Mai oceano si potrebbe pensare di persone, uomini e donne, che scrivono pensando ad un pubblico delicato, o quasi, come quello dei ragazzi.
Ma i ragazzi avranno voglia di leggere o si dovrà rimettersi al vecchio meccanismo per cui si legge per fare interrogazione a scuola?
Il fatto che pesa è la persecuzione vera e propria che i propri vicini e coetanei fanno a chi si rinchiude dentro l’universo parallelo di una storia tanto inventata quanto presa dalla realtà. Si pensa sempre che l’unica cosa che conti siano donne, calcio e motori per i maschi e boutique, trucco e parrucco e faccende domestiche per le femmine.
Non si saprà mai quando ci sarà uno spiraglio, in fondo al tunnel…

Pensiero numero centoquattro

Intervista a Umberto Eco

Come sempre accade, le librerie vengono prese d’assalto quando muore uno scrittore.
In questo caso la cosa potrebbe non succedere, visto che lo scrittore in questione era uno dei più famosi e diffusi.
Ma anche fosse, è sbagliato farlo?
Cioè: una libreria presa d’assalto per un autore morto vale la capacità di lettura di un singolo paese?
Io non credo che faccia alzare la media in generale.
Ma almeno qualcuno diverso tra gli abituee saprà qualcosa di nuovo su chi non c’è più…

Pensiero numero novantatré

lusso
Girovagando per librerie, come se fosse una novità, si possono trovare tanti spunti.
Oggi è toccato ad un autore famoso, tra le tante cose per un certo verso più importanti, per aver fatto lungamente l’ospite al fu Maurizio Costanzo Show prima della chiusura, quando ancora trasmetteva dal Teatro Parioli.
Stefano Zecchi è uscito, infatti, con un volume sul lusso. Il titolo è “il lusso”.
Già soltanto la quarta di copertina offre tanto. Figurarsi, forse, la lettura del libro…
Perché il lusso, a volte, è qualcosa in cui si cade senza rendersene conto, inconsapevolmente. Una spirale piacevole e piena di piacere sensoriale che appaga.
E se non si sta attenti, droga.
Beneinteso, i marchi di lusso non sono dei pusher. Sono gente che cerca di fare del commercio.
E quel commercio può fare piacere a chi ne è l’ultimo anello, cioè il consumatore. Perché vuole avere quello che il commerciante commercia. Ne è desideroso quasi atavicamente.
A volte facendo domandare, a chi vede dal di fuori, come è possibile un prezzo simile per della merce che altrove costa dieci, cento, mille volte meno.
Bisogna disertare i luoghi del lusso? Più che altro bisogna sapersi comportare, saper comprare. Avere un rapporto costruttivo con ciò che è bello. Perché, come lascia intendere nella quarta Zecchi, diventare un albero di Natale riempito a casaccio è un attimo…