Pensiero numero settantatre

scuola
A Rozzano caos per il presepe a scuola

Per parità, visto che siamo tutti cittadini italiani, a scuola dovrebbero far festeggiare anche le altre festività religiose. Ma sotto un certo aspetto il preside della scuola di Rozzano non ha fatto una cosa tanto fuori da un senso di multiculturalismo difficile da trovare in bocca a Salvini o alla destra italiana.
Ha voluto mettere i bambini davanti al fatto che tutti meritano rispetto.
Se il rispetto Salvini lo avesse voluto dimostrare, non avrebbe politicizzato una manifestazione di genitori, come doveva essere o voleva essere del tutto genitoriale, e quindi portare la questione fuori da un ambito privato dell’ambiente scolastico. Per capirsi, sarebbe dovuta essere una questione tutta di Rozzano. Mentre adesso, sicuramente senza prova personale ma con la certezza che le telecamere vanno dove il dente duole, la questione riguarda anche tutti quei cronisti che fanno i loro collegamenti da Rozzano per i rispettivi programmi di appartenenza.
Forse quei genitori tutta, forse tanta, di quella esposizione mediatica non la volevano. Avrebbero magari voluto che il Ministro Giannini dicesse una parola chiara. Ma non solo al TG1 o al TG5. Una parola istituzionale che decidesse della questione e desse a riguardo il la al comportamento di altri dirigenti scolastici.

Pensiero numero ventiquattro

Grasso boccia emendamenti Calderoli

Si può dire tutto della libertà di un senatore di presentare emendamenti ad un disegno di legge. Ma non si può dire lecito fare una mossa del tutto adeguata a bloccare un progetto di legge secondo una cosa consueta come gli emendamenti.
Nessuno può dire che quegli emendamenti fossero illegittimi o magari fatti apposta per fare numero e fare ingolfamento del sistema. Ma si può forse non avere il sospetto che si sia voluto bloccare deliberatamente una legge che toglierebbe tanto dalla situazione del paese e della legge fondamentale che lo regola?
Che il presidente Grasso abbia tolto di mezzo tutti quegli emendamenti è cosa fisiologica. Ma si può forse, anche in questo caso, non avere il sospetto che ci sia la longa manus di una persona in determinata sede più potente di Grasso stesso?
Sono tanti i sospetti. Tra cui quelli ancora di Calderoli e Grasso stessi: da una parte c’è la voglia di intralciare l’operato di Renzi in una delle cose che più gli stanno a cuore come la riforma del Senato che se portata in porto può ingigantire la popolarità di Renzi; dall’altra parte c’è il Presidente Grasso che non ripulisce in toto la lista degli emendmenti, quando magari sarebbe servita una settimana, massimo due, e l’intera task force della cancelleria della Presidenza del Senato per dare almeno una occhiata agli emendamenti Calderoli, e salvare il salvabile senza attirarsi accuse di partigianeria.