Pensiero numero trentuno

Nuovo testo sulle unioni civili, nuove polemiche

Anche su questo particolare della legislatura il Premier Renzi sembra stare facendo centro. Ma non nel senso che sta creando un centro in Parlamento. Renzi sta vincendo anche sotto questo aspetto.
Di certo non può questa che essere una bomba ad orologeria doppia. Nel senso che da una parte farà scoppiare l’indignazione delle gerarchie ecclesiastiche del paese, soprattutto adesso che si sta parlando di famiglia nel Sinodo. Dall’altra parte ci sarà parimenti una riserva elettorale, cioè una bomba di voti che potrebbe scoppiare in qualsiasi momento e porterebbe Renzi a primeggiare nuovamente, anche se adesso con un vero riconoscimento popolare.
Ecco perché Renzi sta facendo centro. E soprattutto con il minimo dello sforzo, visto che la maggioranza portatrice di una eventuale adozione del testo è molto variegata e difficilmente si potrebbe vivere di un pastrocchio simile di aree del Parlamento.
Comunque un “grazie” a Renzi bisogna pur dirglielo, altrimenti si pecca di ingratitudine e di tutto di dovuto.

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Pensiero numero ventotto

Teologo dichiara la sua omosessualità

E’ per caso sbagliata tanta onestà? Più che sbagliata, forse, non era da dire in questo momento. Forse la realtà cattolica momentanea non è abbastanza pronta a sentir dire, da uno dei suoi membri, sono gay e ho un compagno.
Il celibato sacerdotale, prima della morale, è un problema che viene così impunemente saltato. Si tradisce una delle regole dell’essere un sacerdote, e giustamente si deve essere sanzionati.
Si dice in questo pensiero la realtà cattolica momentanea perché in un futuro, magari successivo al Sinodo sulla famiglia, certe cose sarebbero state comprensibili. Magari accettate turandosi il naso, ma comprensibili. A questa trafila si sarebbe arrivati con il passaggio obbligato di vedere al fianco di un sacerdote una moglie e una famiglia come in altri credi religiosi del mondo. Dopo, per l’ennesima volta forse, se la società tutta accettasse la coppia omosessuale tra le possibili coppie componenti la stessa allora ci si potrebbe scoprire per quello che si è.
C’è una esigenza che si potrebbe azzardare in vigore: un uomo che sta accanto ad un uomo non è più qualcosa di mostruoso, ma una realtà consueta. Una di quelle che ipoteticamente nemmeno la Chiesa riconoscerebbe portatrice di problemi se la analizzasse al di fuori di preconcetti e vecchie teorie. Perché due uomini e due donne sono capaci di dare amore ad un bambino nello stesso modo di un padre ed una madre sposati. Ma prima ancora dovrebbero essere annoverati tra quelle realtà dello Stato titolari di diritti e doveri.
Insomma: ci si aspetta tanto dal Sinodo, al di dentro e al di fuori della Chiesa. E non si vorrebbe essere traditi…

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Pensiero numero ventisei

Si all’emendamento “Canguro” e all’articolo 1 del DDL Boschi

Sembrerebbe quasi che Renzi voglia imitare Berlusconi come aggiratore di ostacoli governativi. Berlusconi ci metteva forza muscolare con la sua influenza e il suo potere. Renzi ci mette l’astuzia di chi sa come si gioca la partita e tutte le regole che esistono nell’agone politico.
Sotto un certo aspetto, la mossa del canguro ha evitato il procrastinarsi di date certe per l’operato del Governo. E queste date certe non fanno altro che gonfiare lo spettro di elezioni imminenti, se non prettamente messe in cantiere per un futuro più lungo. Perché le situazioni sono due: o il Governo Renzi scricchiola un po’ troppo e il suo premier prepara i colpi in canna da sparare durante la campagna elettorale, o il Governo non scricchiola ma in caso di possibili elezioni Renzi mette da parte materiale informativo per la platea di clienti-elettori.
Renzi non si può dire altro che malato dalla risultatite acuta. Senza che poi si spieghi accuratamente questi risultati a cosa servono. Soprattutto “a chi” servono: alla popolazione italiana oppure alla personalissima sopravvivenza del Premier del Governo in carica?

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pensiero numero venticinque

Forze dell’ordine sgomberano accampamento di Ventimiglia

Magari si può dire che il ministero dell’interno non poteva fare diversamente per garantire l’ordine dei cittadini che dalla Polizia si aspettano protezione. Sotto un certo aspetto però la colpa non è del Viminale che ha deciso lo sgombero, ma della Francia che non ha voluto aprire le sue frontiere a gente che sicuramente avrebbe accettato tutta quella serie di lavori che i cittadini pieni non vogliono più fare. Non è stupido non accettare della forza lavoro a basso prezzo e a possibile grande resa?
Si potrebbe obiettare che la Francia non fa la sua parte nei confini europei, ma il suo esercito è impegnato a risolvere il problema alla radice, cioè a casa dei migranti. Potrebbe essere un giusto contrappeso. Ma la domanda sorge spontanea: a casa propria, dove si può aiutare con poco migliaia di persone, non si può fare nulla? E poi: si abbandona all’inverno tutta la fiumana di gente che dall’estate di quest’anno staziona in Italia, in attesa di una semplicissima ordinanza di apertura delle frontiere?

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Pensiero numero ventiquattro

Grasso boccia emendamenti Calderoli

Si può dire tutto della libertà di un senatore di presentare emendamenti ad un disegno di legge. Ma non si può dire lecito fare una mossa del tutto adeguata a bloccare un progetto di legge secondo una cosa consueta come gli emendamenti.
Nessuno può dire che quegli emendamenti fossero illegittimi o magari fatti apposta per fare numero e fare ingolfamento del sistema. Ma si può forse non avere il sospetto che si sia voluto bloccare deliberatamente una legge che toglierebbe tanto dalla situazione del paese e della legge fondamentale che lo regola?
Che il presidente Grasso abbia tolto di mezzo tutti quegli emendamenti è cosa fisiologica. Ma si può forse, anche in questo caso, non avere il sospetto che ci sia la longa manus di una persona in determinata sede più potente di Grasso stesso?
Sono tanti i sospetti. Tra cui quelli ancora di Calderoli e Grasso stessi: da una parte c’è la voglia di intralciare l’operato di Renzi in una delle cose che più gli stanno a cuore come la riforma del Senato che se portata in porto può ingigantire la popolarità di Renzi; dall’altra parte c’è il Presidente Grasso che non ripulisce in toto la lista degli emendmenti, quando magari sarebbe servita una settimana, massimo due, e l’intera task force della cancelleria della Presidenza del Senato per dare almeno una occhiata agli emendamenti Calderoli, e salvare il salvabile senza attirarsi accuse di partigianeria.

Pensiero numero venti

Medici minacciano lo sciopero per il decreto “Esami inutili”

Chissà come mai, quando c’è da fare cassa si taglia la sanità secondo una logica che ogni volta si rinnova e si trasforma. Nulla c’è contro il Governo che è pagato per fare i nostri interessi. Ma nemmeno nulla contro i medici che non sbagliano a protestare contro la propria classe dirigente, che è anche la nostra, per le complicazioni a cui si va incontro quando non si hanno i mezzi adeguati per lavorare correttamente.
Si potrebbe pensare che un taglio come questo non sia tanto problematico. Ma lo si pensa perché si è in salute e buona costituzione, per usare una accezione medica. Quando si deve cominciare a fare controlli, e non si può perché la legge prevede che prima di arrivare ad un determinato esame, nel caso vincolante la guarigione, bisogna andare per gradi allora si vedrà quanto l’opinione pubblica è tranquilla. E quanto si darà addosso al Governo.
I medici, dal canto loro, anche se super-impegnati dai propri pazienti, potrebbero fare del puro mercantilismo al ribasso per la propria platea di pazienti. Come? Cercando convenzioni con il privato: garantendo una soglia di pazienti necessitanti l’esame, e quindi trattando a tavolino con il privato un prezzo di favore. A debiti conti fatti, questa sarebbe una cosa che per un verso allontana sempre più il pubblico dal paziente. Mentre invece per l’altro verso avvicina al privato e alla sua giungla di agevolazioni e tariffe se si è soci di una casa piuttosto che di un’altra. Ma alla fine porta avanti il carrozzone delle cure mediche, quando il pubblico tira i cordoni della borsa.

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Pensiero numero diciotto

Rapporto della Guardia di Finanza sull’illecito

Si riprende appieno la domanda di oggi nel Blog di Matteo Baudone: come mai l’onestà non diventa di moda? In fondo è una scelta come quella di indossare dei pantaloni di un determinato taglio rispetto a un altro paio di pantaloni di diverso taglio.
Sarebbe bello che le persone che pagano l’affitto, pur stando in un immobile dello Stato, fossero oggetto di servizi giornalistici. Non fossero tanto la normalità al punto da essere invisibili. Dovrebbero i giornalisti raccontare le odissee che le persone comuni vivono per pagare la propria sopravvivenza. Come nel programma televisivo “Sconosciuti” su Rai tre, che ha avuto un discreto successo visto che è durato fino ad oggi. Altre persone avrebbero bisogno di essere conosciute. Perché parlare sempre di persone disoneste incita certamente all’emulazione.
A suo tempo fece bene Monica Maggioni, direttore del canale Rainews24, a oscurare l’Isis, perché certamente nella testa di uno dei suoi spettatori ci sarebbe stata la voglia di fare quello che fanno i miliziani.
Si dovrebbero seguire determinati buoni esempi, senza sacrificare una buona informazione e degli ascolti adeguati ad un mantenimento nel tempo nella programmazione.

Pensiero numero diciassette

Un boss collabora con la giustizia

Uno scoop del genere, se “La Repubblica” fosse una S.P.A., farebbe schizzare le quotazioni fino alle stelle. Ci si deve accontentare del fatto che un video come quello pubblicato dal sito del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari ha moltiplicato il numero dei visitatori tra cui modestamente ci si aggiunge il sottoscritto che sta scrivendo.
L’altra cosa che fa riflettere è come mai si faccia dire al boss La Barbera che la trattativa Stato-Mafia c’è stata. Per essere più precisi: come mai è stata fatta la domanda? Sarebbe stato più logico, da parte dello staff del giornale, mettere nel video cose definibili ‘innoque’, se “La Repubblica” è un giornale si indipendente ma fiancheggiante il Presidente Renzi, e non si voglia far affogare la politica nella melma del venire a patti con la criminalità organizzata. Altrimenti si vuole pericolosamente creare il mito di Matteo Renzi restauratore del mondo politico dal dopoguerra ad oggi. E una cosa del genere non si sa che deriva possa avere.
Di certo non troppo tranquilla.

Pensiero numero sedici

Apertura posticipata per siti turistici di Roma

Nella notizia si dice che il fatto si è esteso anche a tutti i siti italiani. Ma non sminuisce due fatti abbastanza rilevanti: il potere sindacale e l’indignazione generale.
Il primo fatto si commenta da solo: i sindacati hanno dato prova del fatto che il mondo del lavoro non è in mano a Renzi con i suoi ottanta euro in busta paga, ma che le sigle sindacali ancora sanno fare il loro lavoro.
Il secondo fatto invece è dato dal tweet che si trova nella pagina del Corriere della Sera con tutta la notizia. Ed è un tweet che la dice lunga su come l’ex segretario del PD ha capito i modi di fare del premier suo segretario: si deve cavalcare l’indignazione popolare al sentire la notizia. Ed in più si deve fare la cosa legislativamente più adatta a catturare tutta la gente comune che sa di questa notizia e vuole un rimedio da chi dirige quel comparto del paese.
Perché è indubbio che se ci fossero ribellioni un ministro non approfitterebbe dell’occasione per “cavalcare l’onda”, senza dimenticare che la gente comune, che ti ha eletto, deve avere qualcosa in cambio per far si che il paese funzioni.
Renzi questo l’ha capito perfettamente.

Pensiero numero quattordici

Accordo sindacale per Sergio Marchionne

Una cosa del genere in Italia è molto difficile. Il mantra del sindacato italiano sono gli investimenti. Il mantra di Confindustria sono gli stipendi bassi. Per un certo verso, Matteo Renzi ha cercato di metterci un aggancio. Ma si potrà dire di avere ottenuto un risultato non quando il mondo del lavoro sarà ripartito, ma quando le due parti cambieranno mantra.
E’ impensabile che si possa progredire nella società quando si dice alla gente, principalmente la propria, sempre la stessa cosa. Sarebbe un curioso esperimento far dire l’opposto alla parte avversa. Per Confindustria la cosa potrebbe andare bene, perché in quel caso l’interlocutore non sarebbe più il sindacato ma il Governo, che non sovvenziona il mondo imprenditoriale. Ma per i sindacati dire che ci vogliono gli stipendi bassi sarebbe possibile? Solo se la missione sarebbe quella di rimettere in carreggiata il sistema-lavoro del paese. Sarebbe, in questo caso, una chiara presa di posizione secondo cui si da ragione ai “padroni” e si dice alla propria gente che deve tirare la cinghia per il bene generale.
Forse Marchionne potrà portare il buon esempio a Confindustria. E si vedrà una trattativa seria tra sindacati e mondo dell’imprenditoria. Tutti animati da uno spirito comune per cui se si trova un accordo si può andare avanti meglio…