Pensiero numero centoventidue

Una volta si faceva differenza tra chi ascoltava o meno la radio
Dopo la differenza tra radio locale e radio estera
Successivamente tra chi ascoltava la radio e chi si informava con la televisione.
Il passaggio dopo è stato tra chi guardava o meno la televisione.
Poi si è passati alla differenza tra il primo e il secondo canale in tv.
In parallelo è arrivata la differenza tra radio pubblica e radio privata.
In sequenza tra televisione pubblica e privata.
Discrepanza successiva tra chi la televisione e chi computer.
Da qui in poi due direzioni: la tv generalista e la tv satellitare; computer in registrazione e computer in streaming.
La cosa si è riunita con televisione via etere e televisione via internet.
Alla fine non poteva mancare tra internet in streaming gratis e internet a pagamento.

Di qua a questo passo ci sarà la differenza tra televisione terrestre e televisione extraterrestre…

Pensiero numero centodiciotto

Le parole sono contagiose, tanto in negativo quanto in positivo.
La parola è virale quanto un video di Youtube. Perché quando tu dici di non dire qualcosa a qualcuno quel qualcuno lo dirà tranquillamente. E la sfida è di qualcuno che possa dire che a lui non è successo.
Parlare con le persone è il primo passo per fare cultura perché una idea si diffonde prima di tutto con il passa parola. Anche internettiano.
Chiacchierando con il compagno di Facebook o di qualche altro social-network alternativamente ad un contatto vis-a-vis permette ad una idea di rompere i limiti dello spazio e del tempo, certe volte aiutata dalla digitalizzazione o dalla analogicizzazione su carta.

Pensiero numero novantasei

C’è qualcuno che ha detto la seguente cosa, molto saggia:

Per sconfiggere la libertà di opinione è stato sufficiente inondare dappertutto di libertà di opinione.

In un certo senso, se ci si pensa, quando qualcosa manca basta darne in abbondanza e il gioco è fatto. Perché è lo stesso principio del riempire un lago di barche, per non togliere la libertà di movimento nelle acque. Il lago rimane lo stesso, ma alla fine non si trova la vera barca che lo naviga, essendocene tante.
Si spera che questo meccanismo non tolga una cosa importante, parlando di libertà del pensiero: la volontà di comunicare. Può esserci la varietà più assurda di mezzi di comunicazione, ma se non c’è nessuno che vuole dire qualcosa, possibilmente di senso compiuto, è un lavoro inutile tenere in vita server e siti internet.
Se nessuno compilasse un blog su questa piattaforma cosa succederebbe?

Pensiero numero settantuno

firmare
La dichiarazione del venerdì

Di solito si comincia sempre così. Prima una deroga, poi un’altra. E poi si finisce come nella saga di Star Wars dove il cancelliere si acclude tutti i poteri del governo.
Mettere in mala fede la Francia è un passo molto lontano. Ma tutta la leggerezza che sembra esserci da parte della Comunità europea, a leggere questa dichiarazione, è leggermente fuori luogo. Perché il piatto della bilancia pende tutto a favore di chi si vuole lanciare in una battaglia contro il nemico. E non si dice guerra perché è una parola molto forte.
Se si trattasse di una guerra, a questo punto della faccenda, ci sarebbe stata di già.
E nessuno avrebbe avuto da ridire ad una Francia che ha tutti i motivi per piantare le tende sul campo di battaglia.
Ma siccome si tratta di gente tutta adulta, e non guerrafondaia come se n’è conosciuta nella storia, una guerra è l’ultima cosa che si può dare in pasto all’opinione pubblica. Che per un certo verso non ha ne tempo ne voglia di iniziare a fare la razzista in casa propria.
C’è bisogno di lucidità da parte delle autorità sovranazionali con cui la Francia ha stretto accordi. E finché si tratta di dare un aiuto alla larga, e senza nessun impegno preciso, tutto può passare.
Ma iniziare una guerra non ha i connotati di una cosa molto intelligente, con le ripercussioni che se ne possono avere a casa propria.

Pensiero numero trentanove

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Recensioni false da 5 dollari

Che questo fatto sia una notizia è presto detto: la Rete sta diventando sempre più un organismo vivente, non come una persona, sia chiaro. Internet è sempre più il luogo dove cercare informazioni su cui basarsi per i propri acquisti o azioni. E si cercano situazioni internettiane che possano dare affidabilità. Non di certo l’ultimo dei forum – anche se si tratta di artigianato di cui tenere conto. Dopo questa notizia si può forse stare tranquilli? Più che altro si può capire che la Rete è fatta da chi la naviga, e che sotto un certo aspetto è fatta a immagine e somiglianza di chi la frequenta. Un falso ci può pure stare no?