Pensiero numero ottantotto

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Nuovo allarme inquinamento aereo a Pechino, 4 giorni di chiusura

E’ abbastanza inutile dirlo, ma non si può sempre sperare in madre natura per la risoluzione dei problemi di inquinamento. La pioggia può lavare l’aria fino ad un certo punto. Per il resto è l’uomo che ci deve mettere le mani.
L’inutilità sta nella tendenza umana a inquinare senza limiti. Quindi è come schiaffeggiare qualcuno con una folata di vento: non si ottiene nulla.
Si vorrebbe invece ottenere un risultato che dia valore aggiunto ad un ambiente, cittadino o meno.
Perché la vivibilità, scordandoselo abbondantemente, attira gente e quindi attira valore.
Se la gente può prosperare all’interno di una città o in un ambiente lavorativo, la gente accorre.
E’ lo stesso motivo, al contrario, per cui dall’Italia ci si allontana: non offre prospettive lavorative.
Quindi dare aria pulita ad una persona, oltre all’acqua e alla civiltà, sicuramente aiuta ad avvicinare quella persona ad un paese piuttosto che ad un altro.
Dovrebbero pensarci, certi governanti.

Pensiero numero ottantacinque

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Debito pubblico record: più di 2200 miliardi di euro

La cosa strana è che, al mondo, esiste un paese con un deficit altissimo, più alto di quello italiano. Ma non per questo non è una potenza mondiale. Si tratta del Giappone.
In quel paese la percentuale di deficit è sopra diverse centinaia di unità. E nonostante questo vivono la propria economia come qualsiasi altro paese con meno deficit.
In Italia ci si lamenta tanto dei difetti dell’economia. Se magari ci fosse più informazione su altre realtà con più problemi di quella italiana, gli italiani avrebbero magari più possibilità di fare un lavoro migliore. Perché conoscerebbero cose che altri paesi più ‘inguaiati’ mettono in pratica per scongiurare un tracollo economico.
Il principio è uno solo: di necessità, virtù.

Pensiero numero settantanove

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San Pietro: oltre duemila agenti e metal detector per il Giubileo

Sicuramente, anche se non bisogna abbassare la guardia, l’Isis sarebbe uno sciocco a far saltare una polveriera tanto grande quanto quella del Vaticano.
Il motivo è presto detto: i pellegrini in viaggio sono anche cittadini extra-italiani, arrivando perfino a dire extra-europei.
Colpire il cuore della cristianità, magari colpendo il Papa o il Papa emerito, non sarebbe altro che scatenar un vespaio fuori dalla portata di un Isis piccolo, anche se in espansione. Significherebbe lanciarsi addosso troppi paesi del mondo, che non dovrebbero fare propaganda come fa l’Isis per motivare i propri uomini, bastando i conterranei morti. E pur con tutte le celle terroristiche dormienti possibili, la gente, compreso chi sta scrivendo – che dalla battaglia culturale ci metterebbe un secondo, o meno, a cambiare idea, si scaglierebbe contro tutto quell’Islam che gli vive in casa e farebbe tabula rasa.
A questo punto della questione, le cose da fare sono due, di cui una da far fare: o l’Islam civile, se così lo si può chiamare, fa una sana rigettata di tutta quella gente che infanga il loro Dio con un uso strumentale della religione, oppure si innescherebbe una serie di guerre civili troppo dispendiose per tutti i fronti che le combatterebbero. E li si aprirebbero davvero le danze.
Per togliere di mezzo il problema a livello mondiale basterebbe poco, da parte di tutti gli interessati. Evitando magari una guerra generale senza motivo. O delle guerre intestine senza ne capo ne coda, visto che si tratterebbe di gente combattente assolutamente volenterosa di vivere la propria vita e basta.

Pensiero numero settantasette

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Rapporto Censis: l’Italia di Renzi in continua attesa di cambiamento

La foto scelta per la notizia di oggi è abbastanza azzeccata vista la tendenza a rinchiudersi soli soletti nel proprio cellulare. Per il resto sarebbe stata necessaria una immagine dove si simboleggiasse l’acronimo inglese “Nimby” “Not in my back yard”. Che vuol dire non nel mio giardino.
Se ci siamo ridotti in questo modo, la colpa deve essere o di qualcuno o di qualcosa. O magari di tutti e due insieme.
Però più di parlare del problema, bisognerebbe stipulare una soluzione. Ci vorrebbe un segno che permetterebbe alla gente di togliersi il vecchio cappotto impolverato degli anni passati e provare ad indossare il piumino della modernità.
La parola egoismo risuona poderosa nel sunto che La Stampa fa del rapporto Censis. E insieme a lei la solitudine si fa sentire.
Magari il segno sarebbe che l’intero paese si sviluppa in avanti senza sentirsi risuonare titoli e meriti del passato. Come chi sta scrivendo questo articolo, conscio del fatto che domani è un altro giorno con cui riempire queste pagine di nuove idee, non si ferma al giorno precedente, anche se con un buon risultato.
Ogni giorno ha una opportunità da poter catturare. L’importante è non chiudersi in se stessi.

Pensiero numero settantasei

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Indagine Bankitalia: si è fermato il calo dei redditi

Molto probabilmente il sentore della statistica e quello della realtà stanno provando un brusco scollamento. Perché, anche se i consumi saranno più alti quest’anno, la povertà è ancora un grande spauracchio.
Forse lo spendere così elevato a Natale 2015 sarà semplicemente uno sfogo momentaneo. Prima del ricadere nel vortice dei sacrifici e dei caffè negati al bar e altrove.
Forse si è cercato di mettere evidenza il fattore più positivo con lo scopo di mettere in moto una spirale virtuosa, in cui potessero cascare i più repressi nello spendere.

Pensiero numero settantatre

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A Rozzano caos per il presepe a scuola

Per parità, visto che siamo tutti cittadini italiani, a scuola dovrebbero far festeggiare anche le altre festività religiose. Ma sotto un certo aspetto il preside della scuola di Rozzano non ha fatto una cosa tanto fuori da un senso di multiculturalismo difficile da trovare in bocca a Salvini o alla destra italiana.
Ha voluto mettere i bambini davanti al fatto che tutti meritano rispetto.
Se il rispetto Salvini lo avesse voluto dimostrare, non avrebbe politicizzato una manifestazione di genitori, come doveva essere o voleva essere del tutto genitoriale, e quindi portare la questione fuori da un ambito privato dell’ambiente scolastico. Per capirsi, sarebbe dovuta essere una questione tutta di Rozzano. Mentre adesso, sicuramente senza prova personale ma con la certezza che le telecamere vanno dove il dente duole, la questione riguarda anche tutti quei cronisti che fanno i loro collegamenti da Rozzano per i rispettivi programmi di appartenenza.
Forse quei genitori tutta, forse tanta, di quella esposizione mediatica non la volevano. Avrebbero magari voluto che il Ministro Giannini dicesse una parola chiara. Ma non solo al TG1 o al TG5. Una parola istituzionale che decidesse della questione e desse a riguardo il la al comportamento di altri dirigenti scolastici.