Pensiero numero centosette

A volte esistono delle cretinate che mandano in brodo di giuggiole…
E magari non ci se ne rende conto. Ma si finisce a sbavare per, alle volte, il vuoto pneumatico.
Si guardano artisti che fanno girare l’industria dello showbiz e si cerca di essere come loro.
Non che loro siano il vuoto pneumatico. Però quello che gli viene costruito intorno, pur essendo loro delle teste pensanti, li rende alla fin fine il demonio.
A cui menti giovanissime non sanno resistere e ne cercano l’emulazione.
I genitori devono forse preoccuparsi di tutto questo?
In fondo sono delle fasi: passano.
Come sono passati tutti gli artisti prima di loro…
Quello che fa la differenza è ciò che resta, al di fuori dell’effimero.
Se anche solo uno di quegli artisti ha fatto bene il proprio lavoro, non si è trattato di pura industrialità, ma di vera e propria cultura.

Pensiero numero novantanove

Lo Youtuber di oggi

Si può dire fino ad un certo punto che l’età è uno stato mentale, come afferma uno dei protagonisti del video.
Perché non si può negare che un organismo vivente, come è l’uomo, segue i tre passaggi: nasce, cresce e muore.
La morte non la si augura a nessuno. Ma è un passaggio con cui bisogna fare i debiti conti.
Lo sono anche gli altri due passaggi qualcosa con cui si fanno i conti, anche se in questi due casi contano i genitori, pur con le debite proporzioni.
La giovinezza fa parte della crescita, fino a prova contraria. Tutti si è giovani. Ma non si può fare dentro di essa lo stesso processo, cioè considerarla come un organismo a se stante? In fondo è un target di mercato…
Si può provare.
La giovinezza nasce quando ci si prepara ad essere adulti. Cresce mentre ci si perfeziona. E può rimanere come stato mentale.
Però guai farne una condizione sempreverde, nella propria vita: la morte, cioè la sparizione di quell’età, di quello stato mentale, è inevitabile…
Detto in altre parole: l’imborghesimento è inevitabile. La camicia, il maglioncino e le scarpe scamosciate, chi prima chi dopo, sono una tappa in cui non si può non cascare.
Magari anche un figlio, ma ci vuole la persona giusta…
Comunque, si fa il cosiddetto ‘borghese’ anche solo una volta, anche solo per cinque minuti.
Si finisce a farlo.
Quindi l’età mentale rimane, ma viene chi più chi meno condizionata da tanti fattori. E ognuno ha i suoi…

Pensiero numero cinquantotto

Spade_laser_incrociate

Il video di Gianluca Nicoletti sull’autismo

Un combattente che ha fretta di vincere. Chi non vorrebbe essere come lui? Ma non per diventare mister universo, o miss se donna. Non per fare sei al superenalotto due o tre volte nella vita, magari quando serve. Lui vuole, come tutti i genitori, un futuro per suo figlio.
Non vuole, comprensibilmente, suo figlio chiuso in casa dalla mattina alla sera. Quasi fosse un carcerato senza nessuna condanna. Se non quella di avere nella sua testa e nei suoi geni qualcosa di differente da un’altra persona. Ma si sa che questa è una condanna: è un dato di fatto. Che non dovrebbe far storcere il naso, ma far stringere la mano come a qualsiasi altra persona.
Si può dire a chi legge qualcosa che gli sia di supporto? Purtroppo no, perché le parole arrivano sempre sopra la cintura. Cioè dove il colpo è sempre parabile e non fa abbastanza male da creare un dolore vero.
Tutto ciò che si può fare è lasciare che l’immaginazione possa viaggiare. Che in un sonno o in un momento di pensiero qualsivoglia quei genitori tanto tranquilli di loro figlio “normale” che sta a giocare a pallone potessero capire cosa significa essere un genitore autistico. Entrare in una di quelle case e stare per cinque minuti ad osservare due persone ed un angelo che scalpita per le sue ali spezzate, rompendo senza attenzione la realtà intorno a lui.