Pensiero numero trentasette

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Il Papa chiede scusa per gli scandali di Roma

Ha un suo perché chiedere scusa. E’ un atto di umiltà molto forte, oltre ad esserlo di realismo. Un condottiero, senza essere offensivi, sa che sulla propria nave c’è una malattia e non lascia i suoi uomini in preda del morbo: fa il possibile per debellarlo.
Oppure un medico, il quale fa tutto quello che è in suo potere per salvare i propri pazienti senza lasciarli al primo ciarlatano viandante.
Adesso quello che serve è una svolta nella città eterna. E il PD non è esente dal riuscirci. Sicuramente vincerà chi saprà portare dietro di se le streghe scope comprese. Sicuramente si tratterà della volta in cui non sono le promesse a farla da padrone, ma la volontà tangibile di cambiare la way of life di una città intera.
Detto brevemente: chi saprà davvero rimboccarsi le maniche e dare la cera a specchio a tutta la città, dalla a di arbusto alla zeta delle zebre in terra per attraversare, avrà il primo scranno del paese, senza contare tutta l’influenza che ne deriva…

Pensiero numero trentacinque

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Oggi la consegna delle dimissioni di Marino da sindaco della capitale

Questo fatto fa semplicemente pensare che si voglia lasciare le mani della città eterna a persone più responsabili. Nel senso che si accollino tutta la responsabilità del Giubileo soprattutto a fronte di una impresa titanica come quella di rimettere in piedi Roma. Renzi è davvero un bravissimo fiscalista, sapendo fare attentamente i suoi conti: dopo il Giubileo si potrà tranquillamente riprendere in mano la città e ringraziare frettolosamente l’ex sindaco del lavoro svolto. A cui mettere a ciliegina sulla torta e dire “l’ho fatto io, l’ho fatto io”.
Se così non fosse Renzi dovrebbe rimettere Marino al suo posto e dargli l’opportunità di fare il suo lavoro, e di conseguenza passare bene davanti all’elettorato.

Pensiero numero trentadue

Il traffico in Cina

Solamente un cretino può pensare di riempire il mondo della sua merce, perché sempre e comunque ci sarà qualcuno che accontenterà chi tu non accontenti con la tua merce.
Non si vuole con questo sconsigliare di essere dei capitalisti e degli industriali. Se io oggi ho un computer con cui scrivere questo pensiero, lo devo a tutta una filiera che parte da chi investe nell’industria elettronica e prima ancora guadagna soldi magari con quella.
La cosa che preoccupa, però, guardando la foto del link-notizia, a sua volta ripreso da un video messo in rete da La Repubblica, è semplicemente che si deve essere razionali nel fare mercato all’interno di un paese. Non si può pensare di vendere più auto di quanto una popolazione matematicamente possa sopportare.
Va bene la ricchezza. Ma non si può dimenticare l’intelligenza/furbizia di impiantare una serie di infrastrutture che possano essere magari un vanto per quella particolare amministrazione pubblica. C’è sempre un buon risvolto da una azione che cancella potenzialmente delle altre azioni, tra cui il piazzare della merce per fare ricco qualcuno. In quel caso fai ricco qualcun’altro.

Photo © www.terranauta.it

Pensiero numero ventinove

2900 dipendenti tagliati da AirFrance

Che la rivolta scatenatasi oggi in Francia per questo fatto sia comprensibile ma non scusabile lo può sottoscrivere chiunque venga a conoscenza del fatto.
Quello che più fa scalpore è che la superpotenza Francia, che si vede sempre fare comunella con la Germania nelle persone del Presidente Hollande e della cancelliera Merkel, stia leggerissimamente crollando. E sempre più ci può essere spazio per nuovi registi della situazione europea come l’Italia o come la Spagna e altri paesi.
Nessuno vuole augurare sventura a Francia o ad altri paesi di cui non si sa nulla ma fanno la stessa mole di tagli al personale. Ma si può essere un pochino contenti del fatto che realtà diverse prendano le redini in mano e conducano l’Europa fuori da stagnazioni con idee diverse o con esperienze diverse messe sul campo.

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