Pensiero numero centodiciassette

Per un certo verso, anche i sindaci dovrebbero avere un decalogo ed una deontologia. Come i medici che giurano con il giuramento di Ippocrate.
Non c’è poi tanta differenza tra un dottore e un sindaco, sotto il profilo dell’essere un pubblico ufficiale.
Ma poi bisogna pensare alla città e non solo al sindaco. I cittadini dovrebbero avere qualcosa a cui appellarsi se il proprio sindaco manca al giuramento che fa verso i propri amministrati.

Bisognerebbe pensarla più a fondo.
Ma la base di partenza, subito nella discussione, è che il Leviatano può essere o meno sorpassato da qualcosa che agisca più efficacemente dell’assemblea dei cittadini.
E’ come se ci fosse la necessità di un controllo maggiore passo dopo passo. Per evitare quelle indecorose foto del neosindaco che si fa scortare in bicicletta da due vigili o non usi una auto del comune per i propri spostamenti.
E’ tutto ammirevole, ma non ha tutti i torti la candidata dei Cinque Stelle che mette l’amministrazione disastrata della città per cui si candida tra le priorità di azione.
La domanda adesso è: come agiranno gli altri candidati?
E poi: da chi dovrebbe partire l’input per un eventuale decalogo del buon sindaco?

Pensiero del 28 dicembre 2015

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Tutti quanti a rincorrere il cane per la strada. A guardare le vetrine di sfuggita.
Perché si cerca di dimagrire e non si è fatto a meno di una fetta succulenta di panettone o di un pezzo di torrone o panforte.
Il consiglio è sempre quello: scarpe adatte e vestiti comodi. Non c’è da lesinare sul prezzo, visto che di corpi se ne ha uno solo.

I consigli del Corriere della SeraI consigli sul camminare di OGGI

Pensiero numero quarantotto

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2° parte: Lina Bolzoni e il Theatro

Come si può pensare che la cultura sia qualcosa di finito?
Già di per sé questo scritto è parte di una cultura che si crea nell’atto di scrivere. E che quindi sfata il mito della cultura finita.
Perfino Google nasce dal progetto di dare ordine al disordine. Di togliere dal mare della caoticità tutto lo scibile che transita per Internet.
E’ però bello che qualcuno abbia provato a fare della cultura un sistema chiuso, anche se chiuso nella sua accezione di controllato e controllabile dal canto dell’imbrigliamento e del catalogare necessario. A che cosa? Al non perdersi all’interno e al non perdere quello che altrimenti andrebbe perso nella ricerca.
Bene venga sapere che qualcuno ha fatto qualcosa di simile e bello sarà, per chi comprerà il libro, godersi tutta la storia.

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Giulio Camillo su Wikipedia

Pensiero numero quarantadue

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Ritorna l’ora solare

Certamente è un modo per agevolare il mondo del lavoro, visto che la sera si finisce di lavorare e quindi si vuole un ambiente adeguato al proprio riposo. Ma la domanda che viene fuori è se si riuscirebbe a fare senza questo tipo di meccanismo una vita senza troppi sbalzi.
Molto probabilmente ci sarebbe il picco della vendita della melatonina…

Pensiero numero quarantuno

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La pensione vado a vivermela all’estero

Chi lo fa fare ad un pensionato di vivere male dove altrimenti potrebbe vivere bene senza dover aggiungere un centesimo alla sua pensione? Infatti esistono delle realtà territoriali che aiutano persone per cui 500 euro sono tutto quello che può ottenere dallo Stato di appartenenza. E quindi devono bastare nella buona e nella cattiva sorte.
Uno Stato intelligente potrebbe prendere un poco di quei soldi in deficit per altre tasse e fare qualcosa per una categoria che altrimenti andrebbe a spendere i propri soldi in altri stati e in altre economie. Non è una perdita, alla fine?

Pensiero numero trentasette

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Il Papa chiede scusa per gli scandali di Roma

Ha un suo perché chiedere scusa. E’ un atto di umiltà molto forte, oltre ad esserlo di realismo. Un condottiero, senza essere offensivi, sa che sulla propria nave c’è una malattia e non lascia i suoi uomini in preda del morbo: fa il possibile per debellarlo.
Oppure un medico, il quale fa tutto quello che è in suo potere per salvare i propri pazienti senza lasciarli al primo ciarlatano viandante.
Adesso quello che serve è una svolta nella città eterna. E il PD non è esente dal riuscirci. Sicuramente vincerà chi saprà portare dietro di se le streghe scope comprese. Sicuramente si tratterà della volta in cui non sono le promesse a farla da padrone, ma la volontà tangibile di cambiare la way of life di una città intera.
Detto brevemente: chi saprà davvero rimboccarsi le maniche e dare la cera a specchio a tutta la città, dalla a di arbusto alla zeta delle zebre in terra per attraversare, avrà il primo scranno del paese, senza contare tutta l’influenza che ne deriva…

Pensiero numero trentacinque

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Oggi la consegna delle dimissioni di Marino da sindaco della capitale

Questo fatto fa semplicemente pensare che si voglia lasciare le mani della città eterna a persone più responsabili. Nel senso che si accollino tutta la responsabilità del Giubileo soprattutto a fronte di una impresa titanica come quella di rimettere in piedi Roma. Renzi è davvero un bravissimo fiscalista, sapendo fare attentamente i suoi conti: dopo il Giubileo si potrà tranquillamente riprendere in mano la città e ringraziare frettolosamente l’ex sindaco del lavoro svolto. A cui mettere a ciliegina sulla torta e dire “l’ho fatto io, l’ho fatto io”.
Se così non fosse Renzi dovrebbe rimettere Marino al suo posto e dargli l’opportunità di fare il suo lavoro, e di conseguenza passare bene davanti all’elettorato.

Pensiero numero trentadue

Il traffico in Cina

Solamente un cretino può pensare di riempire il mondo della sua merce, perché sempre e comunque ci sarà qualcuno che accontenterà chi tu non accontenti con la tua merce.
Non si vuole con questo sconsigliare di essere dei capitalisti e degli industriali. Se io oggi ho un computer con cui scrivere questo pensiero, lo devo a tutta una filiera che parte da chi investe nell’industria elettronica e prima ancora guadagna soldi magari con quella.
La cosa che preoccupa, però, guardando la foto del link-notizia, a sua volta ripreso da un video messo in rete da La Repubblica, è semplicemente che si deve essere razionali nel fare mercato all’interno di un paese. Non si può pensare di vendere più auto di quanto una popolazione matematicamente possa sopportare.
Va bene la ricchezza. Ma non si può dimenticare l’intelligenza/furbizia di impiantare una serie di infrastrutture che possano essere magari un vanto per quella particolare amministrazione pubblica. C’è sempre un buon risvolto da una azione che cancella potenzialmente delle altre azioni, tra cui il piazzare della merce per fare ricco qualcuno. In quel caso fai ricco qualcun’altro.

Photo © www.terranauta.it