Pensiero numero cinquantasei

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Intervista ad Andrè Glucksmann

Si può dire una cosa a prescindere di quello che un filosofo ha scritto: mancherà una mente pensante al mondo.
Se ne formano tante negli atenei universitari. Ma la mancanza è comunque qualcosa difficilmente rimpiazzabile.
Quel guizzo particolare. Quell’intuizione che può sbaragliare anche il più ostico degli intellettuali.
La domanda adesso è una sola: andrà a sfidare culturalmente il Padreterno o al massimo si metterà a discutere con Sant’Agostino e tutti i santi filosofi della cultura religiosa? Sempre che a causa di una parola di troppo non sia finito al Purgatorio o all’Inferno…

Pensiero numero cinquantaquattro

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Intervista a Francesca Dego

Quando non si è parte di un pubblico si è soggetti ad un pubblico. Ma non nel senso di essere privati che si rivolgono ad un pubblico. Nel senso di essere un soggetto pubblico che si rivolge ad un pubblico. Con delle regole di comportamento ben precise a cui lo sgarrare comporta una abbondante sanzione di allontanamento dal pubblico. Da quello a cui tu appartieni da dipendenza e che ti direbbe puoi andare a farti fot***e visto che tutti al mondo sono utili ma nessuno è indispensabile.
Forse nemmeno una grande esperienza può aiutare. E’ come se esistesse una magia per cui tu sei quello che sei per un pubblico e basta poco perché la magia finisca in un lampo. Beato chi riesce a stare sotto l’ombrello di questa magia…

Pensiero numero quarantaquattro

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Bocciata dalla Consulta la trascrizione dei matrimoni all’estero

Si potrebbe parlare di tante cose, ma si è deciso di fare della polemica su chi ha detto che la Consulta non può dare ragione ai sindaci per dare ragione al Ministro dell’Interno.
L’accento è proprio sul parlare, perché ci vorrebbero più situazioni di informazione come quella dell’intervista di oggi (Intervista a due famiglie omosessuali) che magari spingerebbero il Ministro dell’Interno a stare meno dietro alle gerarchie vaticane e più dietro la “Cosa pubblica”. Un cambio di attenzione simile si viene a motivare per il semplice fatto di essere, pur di destra, un ministro della Repubblica. Che deve fare il suo mestiere di amministratore, il quale comporta anche evitare di bloccare situazioni per cui i cittadini cercano delle semplici procedure burocratiche, quando non sta vergato da nessuna parte che quelle pratiche siano illegali.
Detto più semplicemente: un matrimonio comunitario è un matrimonio comunitario. E il ministro Alfano avrebbe dimostrato molta più lungimiranza nel capire un cambiamento piuttosto di ostacolarlo. Adesso c’è il portone di difesa della Consulta. Ma domani, alle sassate della gente comune che reclama un diritto, cosa si frapporrà a difesa?

Pensiero numero trentotto

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Intervista a Teresa Cremisi

Quello che dice lei è ciò che oggi si consolida come pensiero del giorno. Con l’appunto che proteggere troppo il piccolo libraio non permette la creazione degli anticorpi tipici per la sopravvivenza

Pensiero numero trentaquattro

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Intervista ad Alberto Sinigaglia con intervento di Maurizio Maggiani

Il cercare una storia comune, al di là del pensiero individuale, è un ben arduo compito. Perché questo paese dai mille difetti e dai cento pregi come è l’Italia ha fatto e fa della regola NIMBY un pilastro fondante e principale.
Maggiani crede che si possa iniziare una catena anello dopo anello e si possa partire dal suo libro. Ma si può fino a questo punto sperare di sfatare il mito di una dichiarazione di Mussolini che alla domanda di come governare gli italiani rispose che farlo è sostanzialmente inutile? Si può ipotizzare che un popolo fresco di unificazione come questo si dia il la per creare la propria sinfonia in tutti gli ambiti della vita?
Il si è una risposta davvero troppo sbagliata. Ma il no è una risposta avvilente, e soprattutto inadatta ad una popolazione che sotto certi aspetti ce la mette tutta, ma poi alla fine arriva il solito italiota e mette a carte e quarantotto tutto il tavolo.
Quale dunque la risposta? Quale dunque il risultato?
Forse un poco di tempo può aiutare…