Pensiero numero settantanove

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San Pietro: oltre duemila agenti e metal detector per il Giubileo

Sicuramente, anche se non bisogna abbassare la guardia, l’Isis sarebbe uno sciocco a far saltare una polveriera tanto grande quanto quella del Vaticano.
Il motivo è presto detto: i pellegrini in viaggio sono anche cittadini extra-italiani, arrivando perfino a dire extra-europei.
Colpire il cuore della cristianità, magari colpendo il Papa o il Papa emerito, non sarebbe altro che scatenar un vespaio fuori dalla portata di un Isis piccolo, anche se in espansione. Significherebbe lanciarsi addosso troppi paesi del mondo, che non dovrebbero fare propaganda come fa l’Isis per motivare i propri uomini, bastando i conterranei morti. E pur con tutte le celle terroristiche dormienti possibili, la gente, compreso chi sta scrivendo – che dalla battaglia culturale ci metterebbe un secondo, o meno, a cambiare idea, si scaglierebbe contro tutto quell’Islam che gli vive in casa e farebbe tabula rasa.
A questo punto della questione, le cose da fare sono due, di cui una da far fare: o l’Islam civile, se così lo si può chiamare, fa una sana rigettata di tutta quella gente che infanga il loro Dio con un uso strumentale della religione, oppure si innescherebbe una serie di guerre civili troppo dispendiose per tutti i fronti che le combatterebbero. E li si aprirebbero davvero le danze.
Per togliere di mezzo il problema a livello mondiale basterebbe poco, da parte di tutti gli interessati. Evitando magari una guerra generale senza motivo. O delle guerre intestine senza ne capo ne coda, visto che si tratterebbe di gente combattente assolutamente volenterosa di vivere la propria vita e basta.

Pensiero numero sessantatré

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Caccia aperta agli attentatori di Parigi: blitz delle teste di cuoio

Non si può che ringraziare le teste di cuoio per il fatto di esistere. Loro fanno dei lavori sporchi di notevole portata. Che tante persone, anche se armate, non farebbero volentieri.
Quello che adesso resta da capire è se le teste di cuoio, a cui va ancora un sentito ringraziamento, diventeranno la normalità o se si potrà vivere tranquillamente con la Polizia che circola in divisa e non con il mitra spianato.
E’ indubbio che la sicurezza sia una priorità. Ma lo è anche la tranquillità. E soprattutto il non cadere in facili fanatismi militati per cui un paese deve sempre avere le antenne dritte con le Forze dell’Ordine in perenne assetto da battaglia.
E’ certamente una scommessa vinta quella di dire che esiste tanta gente che vuole andare liberamente in bicicletta o quant’altro senza dover sopportare il megafono che dice di tornare a casa propria.
E soprattutto è vinta la scommessa per cui, passata la prima facile arrabbiatura, siano diminuiti quelli col sangue bollente pronti a bombardare prima di un giusto assetto da battaglia. Che comporta tanto la militarità quanto la internettianità di quel combattere su questi canali fatto da tante “Tastiere pazze” in giro per il mondo. Non ci si vuole mettere la battaglia culturale necessaria per evitare razzismi di ogni sorta, ma la sicurezza comporta dei sacrifici per cui si da 30 alla cultura e 70 alla battaglia.

Pensiero numero trentasette

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Il Papa chiede scusa per gli scandali di Roma

Ha un suo perché chiedere scusa. E’ un atto di umiltà molto forte, oltre ad esserlo di realismo. Un condottiero, senza essere offensivi, sa che sulla propria nave c’è una malattia e non lascia i suoi uomini in preda del morbo: fa il possibile per debellarlo.
Oppure un medico, il quale fa tutto quello che è in suo potere per salvare i propri pazienti senza lasciarli al primo ciarlatano viandante.
Adesso quello che serve è una svolta nella città eterna. E il PD non è esente dal riuscirci. Sicuramente vincerà chi saprà portare dietro di se le streghe scope comprese. Sicuramente si tratterà della volta in cui non sono le promesse a farla da padrone, ma la volontà tangibile di cambiare la way of life di una città intera.
Detto brevemente: chi saprà davvero rimboccarsi le maniche e dare la cera a specchio a tutta la città, dalla a di arbusto alla zeta delle zebre in terra per attraversare, avrà il primo scranno del paese, senza contare tutta l’influenza che ne deriva…