Pensiero numero diciotto

Rapporto della Guardia di Finanza sull’illecito

Si riprende appieno la domanda di oggi nel Blog di Matteo Baudone: come mai l’onestà non diventa di moda? In fondo è una scelta come quella di indossare dei pantaloni di un determinato taglio rispetto a un altro paio di pantaloni di diverso taglio.
Sarebbe bello che le persone che pagano l’affitto, pur stando in un immobile dello Stato, fossero oggetto di servizi giornalistici. Non fossero tanto la normalità al punto da essere invisibili. Dovrebbero i giornalisti raccontare le odissee che le persone comuni vivono per pagare la propria sopravvivenza. Come nel programma televisivo “Sconosciuti” su Rai tre, che ha avuto un discreto successo visto che è durato fino ad oggi. Altre persone avrebbero bisogno di essere conosciute. Perché parlare sempre di persone disoneste incita certamente all’emulazione.
A suo tempo fece bene Monica Maggioni, direttore del canale Rainews24, a oscurare l’Isis, perché certamente nella testa di uno dei suoi spettatori ci sarebbe stata la voglia di fare quello che fanno i miliziani.
Si dovrebbero seguire determinati buoni esempi, senza sacrificare una buona informazione e degli ascolti adeguati ad un mantenimento nel tempo nella programmazione.

Pensiero numero diciassette

Un boss collabora con la giustizia

Uno scoop del genere, se “La Repubblica” fosse una S.P.A., farebbe schizzare le quotazioni fino alle stelle. Ci si deve accontentare del fatto che un video come quello pubblicato dal sito del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari ha moltiplicato il numero dei visitatori tra cui modestamente ci si aggiunge il sottoscritto che sta scrivendo.
L’altra cosa che fa riflettere è come mai si faccia dire al boss La Barbera che la trattativa Stato-Mafia c’è stata. Per essere più precisi: come mai è stata fatta la domanda? Sarebbe stato più logico, da parte dello staff del giornale, mettere nel video cose definibili ‘innoque’, se “La Repubblica” è un giornale si indipendente ma fiancheggiante il Presidente Renzi, e non si voglia far affogare la politica nella melma del venire a patti con la criminalità organizzata. Altrimenti si vuole pericolosamente creare il mito di Matteo Renzi restauratore del mondo politico dal dopoguerra ad oggi. E una cosa del genere non si sa che deriva possa avere.
Di certo non troppo tranquilla.

Pensiero numero sedici

Apertura posticipata per siti turistici di Roma

Nella notizia si dice che il fatto si è esteso anche a tutti i siti italiani. Ma non sminuisce due fatti abbastanza rilevanti: il potere sindacale e l’indignazione generale.
Il primo fatto si commenta da solo: i sindacati hanno dato prova del fatto che il mondo del lavoro non è in mano a Renzi con i suoi ottanta euro in busta paga, ma che le sigle sindacali ancora sanno fare il loro lavoro.
Il secondo fatto invece è dato dal tweet che si trova nella pagina del Corriere della Sera con tutta la notizia. Ed è un tweet che la dice lunga su come l’ex segretario del PD ha capito i modi di fare del premier suo segretario: si deve cavalcare l’indignazione popolare al sentire la notizia. Ed in più si deve fare la cosa legislativamente più adatta a catturare tutta la gente comune che sa di questa notizia e vuole un rimedio da chi dirige quel comparto del paese.
Perché è indubbio che se ci fossero ribellioni un ministro non approfitterebbe dell’occasione per “cavalcare l’onda”, senza dimenticare che la gente comune, che ti ha eletto, deve avere qualcosa in cambio per far si che il paese funzioni.
Renzi questo l’ha capito perfettamente.

Pensiero numero quindici

Si alla redistribuzione in quote dei profughi

Non c’è da essere molto prolissi di parole. Si tratta di una decisione che ha in se dello storico.
Principalmente riconosce il lavoro dell’Italia e non intasa il paese di lavoro per il riconoscimento. Sarà praticamente scontato che nasceranno altri centri di identificazione, con la speranza non diventino campi profughi.
Secondariamente mette di fronte altri paesi al problema dell’immigrazione, talvolta dove se ne è stati esenti o da sempre o da troppo tempo.
In ultimo non bisogna dimenticare che l’Europa non esiste solo per i fondi europei da spendere: c’è una cultura che deve essere rispettata anche nella più remota delle province dell’impero.

Pensiero numero quattordici

Accordo sindacale per Sergio Marchionne

Una cosa del genere in Italia è molto difficile. Il mantra del sindacato italiano sono gli investimenti. Il mantra di Confindustria sono gli stipendi bassi. Per un certo verso, Matteo Renzi ha cercato di metterci un aggancio. Ma si potrà dire di avere ottenuto un risultato non quando il mondo del lavoro sarà ripartito, ma quando le due parti cambieranno mantra.
E’ impensabile che si possa progredire nella società quando si dice alla gente, principalmente la propria, sempre la stessa cosa. Sarebbe un curioso esperimento far dire l’opposto alla parte avversa. Per Confindustria la cosa potrebbe andare bene, perché in quel caso l’interlocutore non sarebbe più il sindacato ma il Governo, che non sovvenziona il mondo imprenditoriale. Ma per i sindacati dire che ci vogliono gli stipendi bassi sarebbe possibile? Solo se la missione sarebbe quella di rimettere in carreggiata il sistema-lavoro del paese. Sarebbe, in questo caso, una chiara presa di posizione secondo cui si da ragione ai “padroni” e si dice alla propria gente che deve tirare la cinghia per il bene generale.
Forse Marchionne potrà portare il buon esempio a Confindustria. E si vedrà una trattativa seria tra sindacati e mondo dell’imprenditoria. Tutti animati da uno spirito comune per cui se si trova un accordo si può andare avanti meglio…

Pensiero numero tredici

L’Ungheria chiude le frontiere

Se possa essere negativo o positivo lo diranno solo le reazioni delle grandi potenze. Infatti è la loro voglia di avere manodopera a buon costo, visto che dire basso potrebbe aumentare una speculazione, che porterà all’assorbimento o meno di tutti quelli che sono nel territorio. E anche di altri che saranno fatti venire per meccanismo di chiamata.
La situazione adesso è un ingorgo di migranti che si vedono bloccata la strada in una direzione e di un gruppo di migranti che sta studiando la situazione territoriale per capire quale strada intraprendere. Perché è innegabile il fatto che i migranti vogliono raggiungere il loro Eldorado, e non si fermeranno di certo davanti ad ostacoli di questo tipo pur di riuscire nel loro intento.
Se i governi dei paesi europei potessero sentire questo messaggio, gli si direbbe che devono fare chiarezza e non mettersi sulle barricate pensando che i migranti accetteranno di buon grado di tornare a casa loro. Se proprio si deve fare qualcosa è dare man forte all’Italia nei pattugliamenti del mare e fare quello che si può fare per non abbandonare le situazioni migrantesche, chiamandole così in una parola sola, dei paesi dove ci sono gli accampamenti.

Pensiero numero sette

La Chiesa apre le porte delle sue parrocchie ai migranti

C’è solo una cosa da dire in questo caso: la società italiana, principalmente, e poi quella europea, prendano atto che la migrazione supera il fatto dei migranti. Ciò vuol dire che c’è uno spostamento in atto e ci si deve attrezzare legislativamente ed economicamente per tenere a bada il tutto.
In questo momento la Germania e pochi altri paesi stanno vedendo una opportunità piuttosto di una disfatta nei migranti. Si capisca, e magari loro lo hanno capito in pieno, che vale il detto “piegati giunco che passa la piena”. Non si lasci a se stante un problema sostanziale e substanziale a cui magari qualcuno aveva detto qualcosa a riguardo: in quanto comunità libera si vede in essa quello che all’inizio del ventesimo secolo si vedeva nei grandi continenti come l’America e, anche se più piccola, l’Australia.

Pensiero numero sei

Non confermato: parte dei profughi in Italia finiranno in Germania e Francia

Si può dire che una battaglia epocale, quella dell’Italia, ha avuto fine. O per lo meno parzialmente. Si è ascoltato il grido di dolore di un paese che ha fatto il proprio dovere principalmente da singolo e poi quasi contemporaneamente da comunitario. E adesso anche quei paesi “puliti”, se cosi si può definire, dovranno sporcarsi le mani nella battaglia contro la disumanità e l’abbandono. Quelli che l’Italia si è trovata costretta ad adottare per insufficienza di forze. I migranti adesso avranno un trattamento umano. E molte popolazioni, tanto patriotticamente quanto economicamente, non si tirano indietro anche solo a dire un semplice “Welcome” a questi soggetti: sanno perfettamente che saranno i futuri ceti mediobassi, accettatori di tutti quei lavori che i cittadini autoctoni hanno smesso di fare.