Pensiero numero centotrentuno

Se sei una donna, è come se tu fossi maledetta, pur se non come in passato.
Gli uomini fanno gli uomini. E dalla loro hanno la fratellanza e il machismo.
Le donne hanno la loro sorellanza. Ma la muscolatura degli uomini non riescono a tirarla fuori.
Ci si prova a fare in modo che esista la parità, ma molto probabilmente nelle loro palestre i maschi cercano in tutti i modi di delegittimare l’altra parte del cielo.
E’ come se ci fosse l’obbligo di distruggere quel tanto che basta le femmine. Quel tanto da lasciarle in casa a fare la maglia e da mangiare.
Se solo le donne facessero capire a tutti quegli uomini che le camicie non si stirano da sole, le donne di servizio non ‘servono’ soltanto a soddisfare quei bisogni istintuali momentanei che la moglie si rifiuta di accontentare, e che una casa non si tiene in ordine da sola, che magicamente le mutande non finiscono nel cesto della biancheria volando autonome, forse il rispetto sarebbe diverso.
Forse non esisterebbero governanti che si fanno forti dell’essere dei machi.
Forse ci sarebbe più indignazione quando una donna muore per mano di suo marito…

Pensiero numero centonove

C’è tanta gente che spera in un raggio di sole.
E sono tutte persone che viaggiano da un capo del mare all’altro.
Sono forse il prezzo dell’orgoglio? Si paga il fatto di sentirsi il miglior modo di governare il tempo e lo spazio e la civiltà?
In fondo non c’è della cattiveria. C’è una speranza. E la volontà di dare un modo migliore di vivere la propria vita in mezzo agli altri, oltre che un mondo migliore…
Magari hanno ragione quelli che dicono che tutte queste genti non c’entrano nulla con loro.
Magari ci si approfitta di una way of life e di pensiero della persona in quanto singolo. Insomma: ci si marcia…
E poi se ci si mette che si viene praticamente lasciati soli ad affrontare il problema, non si può negare che il cittadino comune non si sente tutelato, sicuro.
Si può dimenticare che la delinquenza è il primo approdo per la sopravvivenza per tanti uomini e donne che sono spinti da un sogno, una speranza?
E come canta una cantante:

cielo se mi senti almeno tu,
lascia che sia un angolo di blu

Pensiero numero centocinque

Barriera tra Grecia e Macedonia abbattuta dai migranti

La stanchezza è davvero tanta. Sia da un lato sia dall’altro…
Un posto al sole è la conquista di chiunque oltre ad essere il titolo di una serie televisiva di discreto successo.
Ciascuno vuole essere felice, o per lo meno i propri cari se non lui.
Ma questo non significa che sia legittimo fare quello che hanno fatto i migranti, in questo caso.
Si è rotta la legittimità dei confini. Si è valicata la territorialità.
E sotto sotto ci si è rotti le scatole di vivere nel merdume che obbligatoriamente certi paesi accoglienti offrono, per la maggiore con sfinimento.
Da italiano non si può dire che si è stufi di essere un ghetto per determinate persone. Che vorrebbero soltanto un poco di felicità e sono “arrivate tardi”, rispetto a tanti altri soggetti a loro precedenti.
Non si riesce a capire da parte di altri paesi che si è al collasso, al caos più totale?
Che le procure e tutti gli organi preposti devono lasciar stare la propria gente per occuparsi dei migranti?
Se ci sentite, altri paesi, dateci una mano. Il possibile, non lo straordinario.
Si sa già che per i miracoli ci si deve attrezzare…

Pensiero numero settantotto

bundestag2

Il Parlamento tedesco ratifica: a fianco dei belligeranti contro l’Isis

Adesso anche la Germania scende in campo, come diceva Berlusconi nel famoso videomessaggio della sua entrata in politica. E darà il proprio aiuto ai paesi che stanno facendo fuoco e fiamme nelle terre dell’Isis.
Forse la decisione di essere marginali al conflitto è una scelta dettata dal fatto che ci si può trovare di fronte ad una condanna dello Stato Islamico, ma a cui si può controbattere che la vera colpa ce l’hanno gli altri, non loro. Loro hanno fatto il loro dovere in quanto membri della Ue, dove esistono dei trattati a cui fare affidamento e da rispettare.
Chiunque direbbe che queste scuse non valgono, di fronte alla preparazione di un attentato in terra tedesca. Perché anche se premi il bottone e la bomba la tira qualcun’altro, la colpa ce l’hai anche tu.
Non si vuole augurare alla Germania nessun attentato. Ma comunque un preallarme non farebbe male, a tutte le forze di Polizia. Tanto per avere le antenne drizzate e non perdersi neppure un messaggio che circola.

Pensiero numero settantatre

scuola
A Rozzano caos per il presepe a scuola

Per parità, visto che siamo tutti cittadini italiani, a scuola dovrebbero far festeggiare anche le altre festività religiose. Ma sotto un certo aspetto il preside della scuola di Rozzano non ha fatto una cosa tanto fuori da un senso di multiculturalismo difficile da trovare in bocca a Salvini o alla destra italiana.
Ha voluto mettere i bambini davanti al fatto che tutti meritano rispetto.
Se il rispetto Salvini lo avesse voluto dimostrare, non avrebbe politicizzato una manifestazione di genitori, come doveva essere o voleva essere del tutto genitoriale, e quindi portare la questione fuori da un ambito privato dell’ambiente scolastico. Per capirsi, sarebbe dovuta essere una questione tutta di Rozzano. Mentre adesso, sicuramente senza prova personale ma con la certezza che le telecamere vanno dove il dente duole, la questione riguarda anche tutti quei cronisti che fanno i loro collegamenti da Rozzano per i rispettivi programmi di appartenenza.
Forse quei genitori tutta, forse tanta, di quella esposizione mediatica non la volevano. Avrebbero magari voluto che il Ministro Giannini dicesse una parola chiara. Ma non solo al TG1 o al TG5. Una parola istituzionale che decidesse della questione e desse a riguardo il la al comportamento di altri dirigenti scolastici.