Pensiero numero cinquantaquattro

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Intervista a Francesca Dego

Quando non si è parte di un pubblico si è soggetti ad un pubblico. Ma non nel senso di essere privati che si rivolgono ad un pubblico. Nel senso di essere un soggetto pubblico che si rivolge ad un pubblico. Con delle regole di comportamento ben precise a cui lo sgarrare comporta una abbondante sanzione di allontanamento dal pubblico. Da quello a cui tu appartieni da dipendenza e che ti direbbe puoi andare a farti fot***e visto che tutti al mondo sono utili ma nessuno è indispensabile.
Forse nemmeno una grande esperienza può aiutare. E’ come se esistesse una magia per cui tu sei quello che sei per un pubblico e basta poco perché la magia finisca in un lampo. Beato chi riesce a stare sotto l’ombrello di questa magia…

Pensiero numero quarantaquattro

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Bocciata dalla Consulta la trascrizione dei matrimoni all’estero

Si potrebbe parlare di tante cose, ma si è deciso di fare della polemica su chi ha detto che la Consulta non può dare ragione ai sindaci per dare ragione al Ministro dell’Interno.
L’accento è proprio sul parlare, perché ci vorrebbero più situazioni di informazione come quella dell’intervista di oggi (Intervista a due famiglie omosessuali) che magari spingerebbero il Ministro dell’Interno a stare meno dietro alle gerarchie vaticane e più dietro la “Cosa pubblica”. Un cambio di attenzione simile si viene a motivare per il semplice fatto di essere, pur di destra, un ministro della Repubblica. Che deve fare il suo mestiere di amministratore, il quale comporta anche evitare di bloccare situazioni per cui i cittadini cercano delle semplici procedure burocratiche, quando non sta vergato da nessuna parte che quelle pratiche siano illegali.
Detto più semplicemente: un matrimonio comunitario è un matrimonio comunitario. E il ministro Alfano avrebbe dimostrato molta più lungimiranza nel capire un cambiamento piuttosto di ostacolarlo. Adesso c’è il portone di difesa della Consulta. Ma domani, alle sassate della gente comune che reclama un diritto, cosa si frapporrà a difesa?

Pensiero numero quattordici

Accordo sindacale per Sergio Marchionne

Una cosa del genere in Italia è molto difficile. Il mantra del sindacato italiano sono gli investimenti. Il mantra di Confindustria sono gli stipendi bassi. Per un certo verso, Matteo Renzi ha cercato di metterci un aggancio. Ma si potrà dire di avere ottenuto un risultato non quando il mondo del lavoro sarà ripartito, ma quando le due parti cambieranno mantra.
E’ impensabile che si possa progredire nella società quando si dice alla gente, principalmente la propria, sempre la stessa cosa. Sarebbe un curioso esperimento far dire l’opposto alla parte avversa. Per Confindustria la cosa potrebbe andare bene, perché in quel caso l’interlocutore non sarebbe più il sindacato ma il Governo, che non sovvenziona il mondo imprenditoriale. Ma per i sindacati dire che ci vogliono gli stipendi bassi sarebbe possibile? Solo se la missione sarebbe quella di rimettere in carreggiata il sistema-lavoro del paese. Sarebbe, in questo caso, una chiara presa di posizione secondo cui si da ragione ai “padroni” e si dice alla propria gente che deve tirare la cinghia per il bene generale.
Forse Marchionne potrà portare il buon esempio a Confindustria. E si vedrà una trattativa seria tra sindacati e mondo dell’imprenditoria. Tutti animati da uno spirito comune per cui se si trova un accordo si può andare avanti meglio…

Pensiero numero undici

Gatto salvato da biker in America

Sotto un certo aspetto, anche il mondo animale ha bisogno di essere raccontato. E’ gravissimo l’affaire migranti, ma il sito del quotidiano “La Repubblica” sa perfettamente che quando tu informi qualcuno non puoi soltanto propinargli delle notizie serie. Ma devi anche essere leggero con una strizzatina d’occhio a quelle cose che fanno dire un “aaaaaahhhhh” di rilassamento e fanno sospirare di carineria.
Non si può dire con questo che “Studio Aperto”, il telegiornale di Italia1, sia una eccellenza dell’informazione: è un telegiornale che fa il proprio mestiere, senza sognarsi assolutamente di combattere a suon di ascolti con un colosso come il TG1.
Bisogna trovare la mezza misura. E la quotidianità può aiutare a trovarla: se da una parte si passa la settimana di turno con una sfilza di morti ammazzati o con frane e alluvioni, può far piacere sapere che un essere vivente di meno sulla Terra non ha la sua razione di affetto e di amore. Quando un animale trova un padrone a cui fare affidamento non si può che essere felici.
Basta solo che il padrone sia rispettoso delle leggi che vigono in materia di animali. E non prenda il proprio “amico” come il bastone a cui tirare calci perché si è oltraggiati dalla propria vita.