Pensiero numero centoventuno

Un luogo dove il libro è il padrone non può che essere un luogo dove le persone non trovano un pretesto per scannarsi. E’ un posto dove lasciare fuori tutto e rivestirsi dell’immane capacità che un libro possiede di vestire di esperienza nuova qualsiasi mente.
Il fatto però che il libro sempre più sia diventato un oggetto composto non da lettere ma da 0 e 1 ha portato a riflettere. Che da mezzo parzialmente democratico è diventato un mezzo per pochi eletti non democraticamente ma tecnocraticamente più adeguati.
Chi sta leggendo queste poche righe sa che la letteratura è diventata parte di un progetto più ampio in cui mezzi digitali hanno sempre più una rilevanza.
E’ questo che ammazza la capacità di leggere: da una parte il prezzo è inaccessibile, dall’altra parte non lo è ma ti devi rapportare con un mezzo digitale.
C’è solo una via d’uscita: i discorsi orali nella piazza con il tempo contato, come nell’antichità…

Pensiero numero centodiciotto

Le parole sono contagiose, tanto in negativo quanto in positivo.
La parola è virale quanto un video di Youtube. Perché quando tu dici di non dire qualcosa a qualcuno quel qualcuno lo dirà tranquillamente. E la sfida è di qualcuno che possa dire che a lui non è successo.
Parlare con le persone è il primo passo per fare cultura perché una idea si diffonde prima di tutto con il passa parola. Anche internettiano.
Chiacchierando con il compagno di Facebook o di qualche altro social-network alternativamente ad un contatto vis-a-vis permette ad una idea di rompere i limiti dello spazio e del tempo, certe volte aiutata dalla digitalizzazione o dalla analogicizzazione su carta.