Pensiero numero novantaquattro

Non si vuole certo fare a gara tra chi ha la religione migliore.
Ma non si può non dire che è una forma leggermente distorta il martirio per la causa che si segue.
La scintilla viene dalle tante esplosioni che i media raccontano succedere nel mondo.
Di sicuro c’è che sono fatti determinati da una sottile volontà di istillare terrore nella gente. Perché se passa il messaggio che le esplosioni possono succedere dovunque, allora si avrebbe paura di uscire di casa, di fare quello che si fa solitamente nella propria vita.
Perfino di professare tranquillamente la propria fede, laica o religiosa che possa essere.
Urge una ripetizione: non c’è gara qui tra fede e fede. Ma c’è la volontà di ricordarsi che alle volte non bisogna spegnere il cervello fino ad un punto irreparabile. Non si può in nome del dio denaro, o di un Dio in senso spirituale, derogare a tutto e a tutti.
Soprattutto alla vita umana del proprio più o meno prossimo.

Pensiero numero novantatré

lusso
Girovagando per librerie, come se fosse una novità, si possono trovare tanti spunti.
Oggi è toccato ad un autore famoso, tra le tante cose per un certo verso più importanti, per aver fatto lungamente l’ospite al fu Maurizio Costanzo Show prima della chiusura, quando ancora trasmetteva dal Teatro Parioli.
Stefano Zecchi è uscito, infatti, con un volume sul lusso. Il titolo è “il lusso”.
Già soltanto la quarta di copertina offre tanto. Figurarsi, forse, la lettura del libro…
Perché il lusso, a volte, è qualcosa in cui si cade senza rendersene conto, inconsapevolmente. Una spirale piacevole e piena di piacere sensoriale che appaga.
E se non si sta attenti, droga.
Beneinteso, i marchi di lusso non sono dei pusher. Sono gente che cerca di fare del commercio.
E quel commercio può fare piacere a chi ne è l’ultimo anello, cioè il consumatore. Perché vuole avere quello che il commerciante commercia. Ne è desideroso quasi atavicamente.
A volte facendo domandare, a chi vede dal di fuori, come è possibile un prezzo simile per della merce che altrove costa dieci, cento, mille volte meno.
Bisogna disertare i luoghi del lusso? Più che altro bisogna sapersi comportare, saper comprare. Avere un rapporto costruttivo con ciò che è bello. Perché, come lascia intendere nella quarta Zecchi, diventare un albero di Natale riempito a casaccio è un attimo…

Pensiero numero settantasei

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Indagine Bankitalia: si è fermato il calo dei redditi

Molto probabilmente il sentore della statistica e quello della realtà stanno provando un brusco scollamento. Perché, anche se i consumi saranno più alti quest’anno, la povertà è ancora un grande spauracchio.
Forse lo spendere così elevato a Natale 2015 sarà semplicemente uno sfogo momentaneo. Prima del ricadere nel vortice dei sacrifici e dei caffè negati al bar e altrove.
Forse si è cercato di mettere evidenza il fattore più positivo con lo scopo di mettere in moto una spirale virtuosa, in cui potessero cascare i più repressi nello spendere.