Pensiero numero centoquindici

La morte di un membro della cultura è sempre un colpo. Perché sparisce un pezzo di conoscenza.
Chissà come mai se si tratta di un cantante, dato che la musica è anche cultura, tutti a dire ci dispiace. Se si tratta di un letterato tutti, e solo loro, quelli che leggono libri corrono a comprare i suoi libri.
Sono due modi di affrontare la perdita di un soggetto che magari anche solo per un secondo ha fatto sognare.
E sotto sotto i ci dispiace per il cantante sono generici. Perché i suoi seguaci non faranno altro che piangere lacrime salate. Solo che non compreranno i suoi album, visto che per conoscerlo hanno sicuramente dato fondo al portafogli pur di averli.
E’ morto oggi un cantante che ha fatto epoca. E’ morto Prince, il cantante di Minneapolis.
Mi dispiace…

Pensiero numero centotre

Una canzone può evocare mondi lontani. Luoghi che nemmeno ti immagini…
Oppure riesce a stimolare in te forza e aggressività da dover poi reprimere, perché sembreresti matto.
Ma chissà perché i cantanti e i musicisti continuano a farci sognare.
E tra di loro pure.
Verrebbe poi da chiedersi qual’è la giusta alchimia per rendere una canzone sognatrice.
Certamente pagherebbero in molti quella formula.
C’è già chi la possiede. Ma non la dice a nessuno.
Il motivo? Semplice: devi guadagnartela, la fama…