Pensiero numero centoventi

Il tempo della lettura è qualcosa che nasce a qualsiasi età. Un poco meno da adulti, ma può nascere…
La lettura, pur se nel volgo popolare considerato esercizio da sfigati – e per questo la persecuzione è forte e profonda – ha un buon nascere quando si è bambini, ragazzi. E ci si sbaglia se si crede che sono pochi i libri per ragazzi. Tolti Salgari e i romanzi femminili…
Mai oceano si potrebbe pensare di persone, uomini e donne, che scrivono pensando ad un pubblico delicato, o quasi, come quello dei ragazzi.
Ma i ragazzi avranno voglia di leggere o si dovrà rimettersi al vecchio meccanismo per cui si legge per fare interrogazione a scuola?
Il fatto che pesa è la persecuzione vera e propria che i propri vicini e coetanei fanno a chi si rinchiude dentro l’universo parallelo di una storia tanto inventata quanto presa dalla realtà. Si pensa sempre che l’unica cosa che conti siano donne, calcio e motori per i maschi e boutique, trucco e parrucco e faccende domestiche per le femmine.
Non si saprà mai quando ci sarà uno spiraglio, in fondo al tunnel…

Pensiero numero centoundici

Un gol blu spettacolare…

Ci sono persone che vivono la propria vita dietro al calciare un pallone.
E’ una indubbia maniera per avere qualcosa da dire quando non si hanno cose da dire.
Ma non si potrebbe provare a dialogare più liberamente, senza avere nella bocca il pressing e il fuorigioco?
Eppure ci sono persone che parlano di libri, di giardinaggio, collezioni di monete o di tappi di bottiglia. Esiste perfino una persona che è stata cercata dal Telegiornale nazionale per parlare dei suoi fiammiferi.
E’ vero che non si può aspettare il telegiornale per parlare della propria conoscenza. Ma non è un delitto approdare su nuove isole, esplorare nuovi mondi.
E’ peccato farlo?

Pensiero numero sessanta

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Parigi sotto attacco

Un pensiero per questo fatto di cronaca. Si dovrebbe pensare sul fatto che un gruppo di persone ha fatto drizzare le antenne a centinaia di milioni di uomini e donne nell’area chiamata Euro. Se non conteggiando tutte quelle persone al di là dell’oceano che, memori di una cosa recentissima sulla loro pelle, non vogliono più avere paura.
Perché una cosa non la si può negare, chi più chi meno: l’Europa ha paura. Ma non solo di uscire di casa: siccome la Francia ha azzardato toccare la coda dell’Isis, allora l’Isis le ha fatto capire che certe cose non si fanno.
A favore dell’Isis non si può di certo essere, visto che si tratta di persone che preferiscono distruggere invece di costruire. Essere contrari è molto difficile, visti i risultati della Notte di Parigi. Forse l’unica cosa che si può fare è rinserrare le fila e avere molto più amor personale. Più di quanto ne abbiano gli isisiani per il proprio credo. Così alla fine si vedrà chi ce l’ha “più grosso”…