Pensiero numero ottantotto

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Nuovo allarme inquinamento aereo a Pechino, 4 giorni di chiusura

E’ abbastanza inutile dirlo, ma non si può sempre sperare in madre natura per la risoluzione dei problemi di inquinamento. La pioggia può lavare l’aria fino ad un certo punto. Per il resto è l’uomo che ci deve mettere le mani.
L’inutilità sta nella tendenza umana a inquinare senza limiti. Quindi è come schiaffeggiare qualcuno con una folata di vento: non si ottiene nulla.
Si vorrebbe invece ottenere un risultato che dia valore aggiunto ad un ambiente, cittadino o meno.
Perché la vivibilità, scordandoselo abbondantemente, attira gente e quindi attira valore.
Se la gente può prosperare all’interno di una città o in un ambiente lavorativo, la gente accorre.
E’ lo stesso motivo, al contrario, per cui dall’Italia ci si allontana: non offre prospettive lavorative.
Quindi dare aria pulita ad una persona, oltre all’acqua e alla civiltà, sicuramente aiuta ad avvicinare quella persona ad un paese piuttosto che ad un altro.
Dovrebbero pensarci, certi governanti.

Pensiero numero quarantacinque

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Continua la saga dei cibi cancerogeni

Se non fosse che si tratta di una cosa seria come il cibo, si potrebbe pensare al fatto che il personaggio reale della INC. Cool 8 di Maurizio Crozza stia alacremente lavorando. Per cosa? Per istillare il dubbio e piantare tanti piccoli semini dubbievoli nelle persone che fino ad un giorno prima mangiavano serenamente una bella bistecca ai ferri e si bevevano, a fine pasto, un succulento caffè. E oggi invece si ritrovano dentro di se, metaforicamente parlando, tanta massa cancerogena.
Gli oncologi sono subito corsi ai ripari: attenzione agli allarmismi.
Ma come mai la paura, anche semplicemente di prendere un caffè, ci sono persone che la stanno sentendo?

Pensiero numero trentadue

Il traffico in Cina

Solamente un cretino può pensare di riempire il mondo della sua merce, perché sempre e comunque ci sarà qualcuno che accontenterà chi tu non accontenti con la tua merce.
Non si vuole con questo sconsigliare di essere dei capitalisti e degli industriali. Se io oggi ho un computer con cui scrivere questo pensiero, lo devo a tutta una filiera che parte da chi investe nell’industria elettronica e prima ancora guadagna soldi magari con quella.
La cosa che preoccupa, però, guardando la foto del link-notizia, a sua volta ripreso da un video messo in rete da La Repubblica, è semplicemente che si deve essere razionali nel fare mercato all’interno di un paese. Non si può pensare di vendere più auto di quanto una popolazione matematicamente possa sopportare.
Va bene la ricchezza. Ma non si può dimenticare l’intelligenza/furbizia di impiantare una serie di infrastrutture che possano essere magari un vanto per quella particolare amministrazione pubblica. C’è sempre un buon risvolto da una azione che cancella potenzialmente delle altre azioni, tra cui il piazzare della merce per fare ricco qualcuno. In quel caso fai ricco qualcun’altro.

Photo © www.terranauta.it

Pensiero numero otto

I consumi crescono di nuovo

Se questa cosa fosse vera nella realtà, e si dice un questo modo perché pur di ridare fiducia nei consumi si dice una cosa ma si toglie il resto più importante, allora si può sperare bene. Ma siccome quando si dice in questo modo il portafogli magicamente viene ad aprirsi, bisogna dirsi di stare attenti perché finire lo stipendio prima del 27 del mese è una volata.
Non bisogna, però, con questo mortificare la propria voglia di spendere e di arricchire la propria vita con elettrodomestici o altre cose che semplificano l’esistenza, se non gustarsi una consumazione ad un bar o in un ristorante.
Spendere è una cosa normale, anche se parzialmente comprensibile, in un sistema economico.
Ma è importante sapere sempre quanto si può spendere dei propri averi per non ritrovarsi davanti alle spese essenziali e aver stupidamente buttato i propri soldi nella diavoleria tecnologica del momento. Con cui la spesa alla cassa del supermercato o le bollette all’ufficio postale non puoi pagare.