Pensiero numero centoquarantuno

Io faccio l’artista. Tu sei un artista. Loro sono artisti. Noi siamo artisti.
L’arte è di per se una dimensione molto aperta. Dove tutti possono entrare ma pochi possono rimanere.
La regina dell’arte offre a tutti una goccia del proprio sangue, per stringere il patto. Ma se tu di quel patto non sei vincolante, allora la goccia ti mangia l’anima fino in fondo, perché divora col fuoco sacro che arde dentro lo spirito.
La testimonianza maggiore che si può fare del patto è il lavoro, sempre e comunque, di quello che vuoi realizzare. Ma attenzione: non si può chiedere l’intervento della Fortuna. Perché lei è sorellastra della regina. E tra sorelle non si sopportano troppo.
Se la Fortuna bacia il tuo essere artista, l’invidia serpeggia tra tutti i pattuati. E sono dolori amari…

Pensiero numero sedici

Apertura posticipata per siti turistici di Roma

Nella notizia si dice che il fatto si è esteso anche a tutti i siti italiani. Ma non sminuisce due fatti abbastanza rilevanti: il potere sindacale e l’indignazione generale.
Il primo fatto si commenta da solo: i sindacati hanno dato prova del fatto che il mondo del lavoro non è in mano a Renzi con i suoi ottanta euro in busta paga, ma che le sigle sindacali ancora sanno fare il loro lavoro.
Il secondo fatto invece è dato dal tweet che si trova nella pagina del Corriere della Sera con tutta la notizia. Ed è un tweet che la dice lunga su come l’ex segretario del PD ha capito i modi di fare del premier suo segretario: si deve cavalcare l’indignazione popolare al sentire la notizia. Ed in più si deve fare la cosa legislativamente più adatta a catturare tutta la gente comune che sa di questa notizia e vuole un rimedio da chi dirige quel comparto del paese.
Perché è indubbio che se ci fossero ribellioni un ministro non approfitterebbe dell’occasione per “cavalcare l’onda”, senza dimenticare che la gente comune, che ti ha eletto, deve avere qualcosa in cambio per far si che il paese funzioni.
Renzi questo l’ha capito perfettamente.