Pensiero numero settanta

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Sciopero dei treni da oggi fino a domani sera

Si potrebbe dire tranquillamente che lo sciopero, come il referendum per l’esternazione della volontà popolare, non è la migliore forma per dimostrare al mondo, in senso generale, che una determinata categoria soffre una condizione lavorativa insufficiente e insoddisfacente. O ha bisogno di qualcosa che altrimenti le impedisce di lavorare correttamente.
Il perché di questa dicitura sta nel fatto che adesso non esiste solo la pazienza di stare alla stazione ad aspettare che il treno passi come rimedio al disagio. Il mondo delle applicazioni per cellulare ha messo a disposizione di chi ne ha necessità una serie di opzioni differenti dal treno, naturalmente per i viaggiatori periodici. Quindi se si pensava di creare disagio con il blocco del mezzo per andare a lavorare della gente, o per altri motivi personali, oggi ci si riesce a metà.
E’ indubbio che la fetta maggiore è quella di chi è obbligato al treno per i propri scopi. Ma più ci si evolve nei servizi più l’obbligatorietà si riduce. E se prima l’obbligo era vincolante magari dopo l’obbligo diventa opzionale. E lo sciopero non riesce nel suo scopo.
Resta il fatto che una categoria ha bisogno di dimostrare la propria necessità. E si spera che il mondo del sindacalismo si sradichi dallo scioperare per trovare un nuovo modo di far sentire la voce di chi lavora.
Perché l’opinione pubblica deve sapere.
Altrimenti non si può migliorare dove è possibile farlo.

Pensiero numero cinquantanove

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Esperimento: lavorare senza mail

Alle volte, non ci si rende conto di quante mail talvolta si mandano quando non necessario. Sarebbe curioso se alle volte ci si scrive semplicemente per parlare con il proprio vicino di ufficio, al di là di una parete di vetro. Perché basterebbe solamente affacciarsi, aprire la bocca e dargli fiato. Ma non nel senso di parlare a sproposito, come soggiace a questo tipo di dicitura. Semplicemente rinfocolare il contatto umano, a volte messo da parte.
Di certo, come nelle possibili catene di S. Antonio di alcune mail, ci possono essere dei fraintendimenti. Dentro una mail, per il semplice detto che scripta manent al posto della parola volante, sono in un certo modo. Parlando verbalmente portano alla litigata. Ma la creatività, a volte, non ha origine da qualcosa di violento come una litigata sana e costruttiva, che fa capire chi hai davanti e fino a che punto tu possa ottenere qualcosa dall’altro? Questo è quello che molto probabilmente hanno provato i dipendenti della Gabel nel periodo sperimentale. E se tutti si sono rivelati soddisfatti allora si può asserire che litigare riesce dove il ragionare non arriva. Che lo scambio di idee, a volte violento, vale più della fredda binarietà di un insieme di zero e uno accodati uno dopo l’altro nelle mail.

Pensiero numero quarantatre

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Il lavoro diventa “agile”
Lavorare da casa è un indubbio vantaggio per chi magari ha dei figli o dei genitori a cui badare. Si toglierebbe alla categoria delle badanti tanto lavoro e tanto guadagno. Ma in fondo le cose si trasformano e se una azienda, tolti gli scarti che non si vogliono di torno, si accontenta di un lavorare fatto di prodotti internettiani perché no?
Basta che il lavorare agile non diventi l’anticamera per tutte quelle persone che sono sgradite all’ambiente di lavoro e di cui ci si vuole sbarazzare…