Pensiero numero cinquantotto

Spade_laser_incrociate

Il video di Gianluca Nicoletti sull’autismo

Un combattente che ha fretta di vincere. Chi non vorrebbe essere come lui? Ma non per diventare mister universo, o miss se donna. Non per fare sei al superenalotto due o tre volte nella vita, magari quando serve. Lui vuole, come tutti i genitori, un futuro per suo figlio.
Non vuole, comprensibilmente, suo figlio chiuso in casa dalla mattina alla sera. Quasi fosse un carcerato senza nessuna condanna. Se non quella di avere nella sua testa e nei suoi geni qualcosa di differente da un’altra persona. Ma si sa che questa è una condanna: è un dato di fatto. Che non dovrebbe far storcere il naso, ma far stringere la mano come a qualsiasi altra persona.
Si può dire a chi legge qualcosa che gli sia di supporto? Purtroppo no, perché le parole arrivano sempre sopra la cintura. Cioè dove il colpo è sempre parabile e non fa abbastanza male da creare un dolore vero.
Tutto ciò che si può fare è lasciare che l’immaginazione possa viaggiare. Che in un sonno o in un momento di pensiero qualsivoglia quei genitori tanto tranquilli di loro figlio “normale” che sta a giocare a pallone potessero capire cosa significa essere un genitore autistico. Entrare in una di quelle case e stare per cinque minuti ad osservare due persone ed un angelo che scalpita per le sue ali spezzate, rompendo senza attenzione la realtà intorno a lui.