Pensiero numero trentasette

31-roma02
Il Papa chiede scusa per gli scandali di Roma

Ha un suo perché chiedere scusa. E’ un atto di umiltà molto forte, oltre ad esserlo di realismo. Un condottiero, senza essere offensivi, sa che sulla propria nave c’è una malattia e non lascia i suoi uomini in preda del morbo: fa il possibile per debellarlo.
Oppure un medico, il quale fa tutto quello che è in suo potere per salvare i propri pazienti senza lasciarli al primo ciarlatano viandante.
Adesso quello che serve è una svolta nella città eterna. E il PD non è esente dal riuscirci. Sicuramente vincerà chi saprà portare dietro di se le streghe scope comprese. Sicuramente si tratterà della volta in cui non sono le promesse a farla da padrone, ma la volontà tangibile di cambiare la way of life di una città intera.
Detto brevemente: chi saprà davvero rimboccarsi le maniche e dare la cera a specchio a tutta la città, dalla a di arbusto alla zeta delle zebre in terra per attraversare, avrà il primo scranno del paese, senza contare tutta l’influenza che ne deriva…

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